Preparandoci alle grandinate attese nel fine settimana vediamo un po’, innanzitutto, come si forma la grandine: il processo avviene all’interno delle nubi del tipo cumulo in quanto il meccanismo presuppone più passaggi all’interno della nube, e le correnti interne devono essere abbastanza forti da mantenere in sospensione le gocce che si depositano sul chicco in formazione, che a volte è davvero grosso: il record è di 766 grammi in Texas, in un evento datato 1970.
Ma ciò che precipita al suolo a volte sfida la logica: ci sono casi di grandine che contiene degli animali, ad esempio rane, ed è facile immaginare che il temporale abbia generato in precedenza un tornado per poterli portare all’interno della nube.
Un altro caso strano, che potrebbe essere riconducibile ad alghe o altre sostanze aspirate da un tornado è quello della melma verde caduta su Washington nel 1978 distruggendo piante, provocando malattie negli animali e ricoprendo ogni cosa.
In passato si è parlato anche di blocchi di ghiaccio enormi. In certi casi è facile comprendere come si siano formati, se si tratta di tanti chicchi di grandine aggregati. In altri la spiegazione ancora non c’è: per esempio nel caso di blocchi di ghiaccio che non si possono definire propriamente grandine: troppo grossi e isolati, fino a quasi 2 Kg. Non si conoscono correnti in grado di fare una cosa simile e senza altre precipitazioni.
Segnalo anche un tipo di grandine o più propriamente dei “fiocchi di ghiaccio”: spessa 3 mm e lunga 30 cadde nel 1975 in Gran Bretagna e pochi giorni dopo la caduta, nello stesso luogo, caddero chicchi a forma di doppia pera.
Se qualcuno avesse poi dei dubbi sul fatto che milioni di anni fa ci fossero i temporali…pensate che sono state rinvenute impronte fossilizzate di chicchi risalenti a 160 milioni di anni fa!
In ultimo, un chiarimento sul termine gragnuola, che si usa come sinonimo di grandine. In realtà si tratta di neve tonda con una piccola pellicola di ghiaccio trasparente. Si forma perciò in condizioni di media instabilità, anche in inverno in caso di rovesci nevosi.
Le grandinate “impossibili”


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