Le scorse settimane, in diversi articoli, avevamo già parlato del netto avanzamento verso nord dell’ITCZ, il noto “fronte di convergenza intertropicale“, lungo tutto il fronte africano, sia sul lato occidentale che orientale. In queste settimane, il graduale riscaldamento dei territori semi-desertici dell’Africa sub-sahariana, generato dall’avvicinamento del sole allo Zenit (raggi solari perpendicolari sull’orizzonte nelle ore centrali del giorno) e alla presenza di un regime anticiclonico in quota, con aria calda e molto secca nei bassi strati, sta favorendo la fluttuazione dell’ITCZ verso nord. Già nei giorni scorsi, la graduale risalita dell’ITCZ ha favorito un notevole rinforzo dell’attività convettiva sui paesi che si affacciano fra il golfo di Guinea, l’oceano Indiano e il Corno d‘Africa.
Negli ultimi giorni la linea dell’ITCZ , li dove si concentrano le convergenze fra l’umido Monsone di Guinea e i più caldi e secchi venti di “Harmattan” (corrispondente all’Aliseo di NE che spira sopra il vasto deserto del Sahara) dal golfo di Guinea è salita fino al sud del Mali, al Niger e al Ciad meridionale, e al South Sudan, posizionandosi ben oltre la media per il periodo e favorendo una notevole intensificazione dell’attività convettiva su queste aree, con la formazione di intense Multicelle temporalesche (aggregato di più Celle), alcune anche molto ben sviluppate, cariche di fulminazioni e precipitazioni localmente intense, che si spostano lungo la direttrice est-ovest, per poi allontanarsi verso le coste dell‘Africa occidentale e l‘Atlantico tropicale con delle “tropical waves“.
L’insorgenza di aria molto umida dai quadranti meridionali (venti da SO o da Sud al suolo), proveniente dal golfo di Guinea, va a contrastare con l’aria molto calda e meno umida che preesiste lungo la fascia sub-sahariana, determinando cosi forti turbolenze atmosferiche che generano questi imponenti annuvolamenti cumuliformi a sviluppo verticale, spesso alti più di 15-16 chilometri, che si trasformano in grossi “Cluster temporaleschi” apportatori di piogge intensi e violenti rovesci, specie nelle ore pomeridiane e serali. Nella giornata di sabato 12 Maggio grossi “Cluster” hanno interessato buona parte della fascia africana a nord della fascia equatoriale, dalla Guinea fino all’altopiano etiope e la Somalia. Temporali molto intensi si sono sviluppati pure sulla Costa d’Avorio e su molti altri stati dell’area di Guinea.
Nel villaggio di Nékéidé, vicino la città di Bayota, nel centro-sud Costa d’Avorio, è stato segnalato il passaggio di un tornado che ha causato enormi danni ad abitazioni ed edifici. Il grosso vortice, come segnalato dai giornali locali, ha anche danneggiato, in modo serio, una scuola elementare. I pezzi di metallo e parte della tettoia sono stati proiettati a oltre 50 metri dall’edificio scolastico. Per fortuna , durante il transito del tornado, nessuno dei 300 alunni che frequentano la scuola è rimasto ferito. Il dirigente scolastico ha però affermato che in seguito ai gravi danni riportati si dovranno effettuare i doppi turni visto che una parte dell’edificio è totalmente disastrato.

Il tornado ha anche sradicato decine di alberi e scoperchiato i tetti di molte abitazioni. Il fenomeno vorticoso era associato ad un intenso temporale che proprio in quelle ore stava sferzando l’area, apportando forti piogge e rovesci. Sempre nello stesso giorno 4 persone sono state uccise e altre 20 ferite da violenti temporali, accompagnati da fortissime raffiche di vento e una forte attività elettrica che ha colpito il distretto di Stato nigeriano del Cross River, nella parte sud-orientale del paese africano. Circa tre persone sono morte a seguito del dal crollo delle loro case e un altro è stato ucciso da un fulmine. Secondo fonti locali le potenti tempeste avrebbero danneggiato ben 15 000 edifici, tra case, chiese ed edifici pubblici. Decine di alberi sono stati sradicati dal vento e le colture sono state distrutte. Nei prossimi giorni l’attività temporalesca dovrebbe ulteriormente intensificarsi su tutta la fascia sub-sahariana. I temporali che si sono formati nei giorni scorsi sul Mali orientale, non lontano dai confini meridionali algerini, in piena zona sahariana, ne sono una prova.


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