
Caldo estremo, poi freddo, poi pronti a virare ancora su un’ondata di caldo. L’altalena climatica che si sta giocando in questi giorni infatti “proseguira‘” ed e’ “dovuta all’incrocio di ben tre anticicloni, di cui due caldi provenienti dall’Africa ed uno freddo che sta arrivando dalla zona polare della Siberia centrorientale e dalla Groelandia. Cosi’, mentre si registrano in queste ore temperature piu’ fredde della media bisogna prepararsi al ritorno del gran caldo previsto tra il 21 ed il 22 maggio“. A spiegare all’Adnkronos i fenomeni che stanno governando questi sbalzi estremi di temperature e’ il climatologo dell’Enea Vincenzo Ferrara, responsabile della pubblicazione on line dell’Agenzia Eai (Energia, Ambiente e Innovazione). “I documenti dell’European Center for Medium Wather Forecast (Ecmwf) descrivono con chiarezza che sono in arrivo nuovi impulsi di aria calda dovuti ad un anticiclone che occupa adesso tutto il nord dell’Africa e che e’ collegato ad un monsone sull’Africa centro occidentale” afferma Ferrara. “Sono due fenomeni, due anticicloni dinamici che portano temperature fino a 40° sul deserto. Ma questo fenomeno, che sta ora lambendo la Spagna, sta spostandosi verso di noi” avverte lo scienziato. “Questo anciclone caldo -spiega ancora Ferrara– si incrocera’ con l’attuale nucleo di aria fredda che proviene dalla Groenlandia e dalla Siberia centrorientale. L’incrocio di questi due fenomeni -aggiunge- portera’ a temporali brevi ma violenti sul nostro Paese“. Ma non solo. “Le aree italiane che saranno investite dalla nuova ondata di caldo e da questi fenomeni -prosegue il climatologo dell’Enea- sono quelle tirreniche, soprattutto nel Sud“. E ancora. “In base ai rilevamenti del Centro meteorologico europeo Ecmwf di stanza in Inghilterra -continua Ferrara– i forti temporali investiranno soprattutto le regioni tirreniche e la Sicilia“. “Queste condizioni parlano chiaramente del cambiamento climatico in atto sul nostro pianeta ed anche di come la fascia tropicale si sia allargata arrivando fin verso il nord del Mediterraneo e l’Italia” spiega Ferrara. “Quindi registriamo incursioni di aria calda piu’ frequenti, intervallate a variabilita’ meteorologica dovuta al riscaldamento globale del pianeta con segmenti di fenomeni estremi” ribadisce il climatologo. “Secondo le previsioni e medio e lungo periodo della Noaa, inoltre, -prosegue Ferrara– quest’estate, nei mesi di giugno, luglio ed agosto, si preve un’estrema variabilita’ con piu’ freddo sul Mediterraneo centro occidentale e da noi in Italia miscelato pero’ a incursioni di aria calda sull’Europa orientale“. Ma l’Europa e l’Italia non sono gli unici punti critici sul fronte del clima e della variabilita’ meteorologica.
“Oltre l’ondata calda degli anticicloni africani, infatti, -riferisce Ferrara– c’e’ un’altra ondata calda sull’Asia che manda lingue di calore sull’Arabia e che si estende verso il Pakistan. Anche sul Messico ed il centro America c’e’ un altro anticiclone dinamico di aria calda. Fenomeni naturali che pero’ si presentano con degli eccessi di effetti a causa del cambiamento climatico“. Intanto, prosegue il climatologo, “nella zona polare siberiana e della Groenlandia si addensano nuclei di aria fredda che si spingono verso l’Europa“. “Questo blocco della Groenlandia -prosegue- manda aria fredda anche verso il Nord America. Per tutti questi fenomeni ci troviamo in un incrocio che si traduce in una estrema variabilita’ climatica e meteorologica“. Per questo il National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), l’Agenzia federale specializzata sulle condizioni oceaniche e dell’atmosfera, ribadisce Ferrara, “prevede condizioni di estrema variabilita’ per la prossima stagione estiva, condizioni -conclude il climatologo- che vedranno al centro anche il nostro Paese“.


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