Prosegue la battaglia fra Ue, Cina e India sulle regole europee che impongono alle compagnie aeree attive nell’Unione una tassa sulle emissioni di CO2. Uno degli obblighi del sistema Ue prevede infatti che i vettori comunichino i dati sulle emissioni prodotte e solo dieci compagnie aeree – otto cinesi e due indiane – non l’hanno ancora fatto. Lo ha spiegato il commissario Ue al Clima, Connie Hedegaard, oggi a Bruxelles. ”Le compagnie cinesi e indiane sono l’unica eccezione e rappresentano meno del 3% delle emissioni totali” di gas serra prodotte dai voli da e per l’Ue, ha detto Hedegaard. ”Le compagnie degli altri paesi – ha proseguito – hanno gia’ fatto rapporto entro il 31 marzo, incluse quelle di Usa, Canada, Russia, Brasile, Messico, Sudafrica, Giappone, Qatar, Arabia saudita ed Emirati Arabi Uniti”. ”Le autorita’ competenti degli stati membri – ha precisato Hedegaard – hanno ricordato alle compagnie assenti il loro obbligo, dando tempo fino a giugno”. La commissaria ha inoltre commentato che, in caso di omessa comunicazione entro la nuova scadenza, ”spetta ai singoli stati membri decidere se dare accesso alle compagnie aeree ed eventualmente applicare sanzioni, che variano da paese a paese”. Intanto proseguono i negoziati nell’ambito dell’organizzazione internazionale dell’aviazione civile (Icao) e ”alla prossima riunione di giugno – ha affermato Hedegaard – speriamo di fare progressi” per un accordo globale che riduca le emissioni di CO2 del settore.
Tassa sulle emissioni di CO2 degli aerei: mancano ancora i dati di Cina e India


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?