Terremoto Emilia, 9 morti accertati, altre forti scosse. Lo sciame sismico ha molta energia e durerà a lungo

L’Emilia Romagna vive un incubo dal quale non riesce più a uscire: dopo il forte terremoto di domenica scorsa, che aveva provocato 7 vittime e gravissimi danni, stamattina un’altra scossa nel modenese, di magnitudo 5.8  Richter alle ore 09:00, ha determinato effetti ancor più devastanti uccidendo 9 persone (ma il bilancio è ancora provvisorio) e provocando danni di proporzioni davvero drammatiche. Negli ultimi minuti si sono verificate nuove scosse molto forti, di magnitudo 5.3 Richter alle 12:55 e poi ancora di magnitudo 5.1 Richter alle 13:00. Alle 13:07 c’è stata un’altra scossa di magnitudo 4.0 Richter.Le scosse di magnitudo superiore al 4° grado della scala Richter, da stamattina, sono state in tutto più di 10! Le scosse di 12:55 e 13:00 hanno provocato ”altri crolli e danni agli edifici” nel mantovano: l’assessore regionale alla Protezione Civile, Romano La Russa, lo ha spiegato sottolineando che ”fortunatamente poche persone erano in casa e le scuole erano gia’ state evacuate quindi non ci sono stati danni alle persone”. Le scosse di oggi, a partire da quella delle 9 di stamattina, secondo La Russa, hanno ”creato danni notevoli rispetto a una settimana fa”. Sono crollati campanili e ci sono stati danni gravi nelle chiese gia’ lesionate. L’epicentro delle scosse, infatti, è stato più a ovest, in provincia di modena, e non nel ferrarese, quindi più vicinoalla Lombardia. A Roma, nella sede della Protezione Civile, il Comitato operativo ha fatto il punto della situazione con tutti i soggetti interessati disponendo i primi interventi necessari per fronteggiare l’emergenza. Nelle zone colpite dal sisma si e’ recato il capo del Dipartimento Gabrielli e nel pomeriggio sara’ a Modena il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, riferira’, nell’Aula del Senato, sul terremoto in Emilia nella seduta di oggi alle 16.30. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Madama.

I NOVE MORTI ACCERTATI, TUTTI NEL MODENESE – Gente in strada, scene di panico, morti e feriti. La terra trema ancora in Emilia e cresce il numero di sfollati. Il terremoto colpisce di nuovo. Senza sconti. Anzi, in modo ancora piu’ duro rispetto a quello del 20 maggio scorso. Sarebbero almeno nove, al momento, le persone decedute e circa quindici i feriti a causa della scossa sismica di questa mattina. E’ quanto risulta dal bilancio ufficiale della Prefettura di Modena. La lista delle vittime potrebbe comunque aumentare nel corso delle prossime ore. I decessi sono stati segnalati nei Comuni del modenese piu’ colpiti dalla scossa sismica. Tra le vittime operai sepolti dalle macerie ma anche cittadini rimasti nelle loro abitazioni. I morti, secondo quanto risulta dalla Prefettura di Modena, sono stati registrati a Mirandola (due), a Finale Emilia (uno), a San Felice sul Panaro (tre operai deceduti per i crolli dei capannoni dove lavoravano) e uno a Concordia sul Secchia. Anche a Medolla e’ stato estratto, senza vita, un operaio della azienda Emotronic dove risultano dispersi altri due lavoratori. E’ morto anche Ivano Martini, il parroco di Rovereto, paese del modenese. Intanto, il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, si e’ recato a Marzaglia di Modena al centro unificato di protezione civile per fare il punto sulla situazione sempre piu’ drammatica. E’ in corso una lotta contro il tempo per potenziare le strutture di assistenza. Sempre piu’ cittadini, impauriti dalle scosse sismiche, corrono in strada determinati a non rientrare nelle loro abitazioni. E la terra non cessa di tremare. Due forti scosse ‘gemelle’ si sono avvertite poco prima dell’una da Bologna a Modena e a distanza di pochi minuti. Nuovi crolli sono avvenuti a Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro. E diverse strutture pubbliche sono state evacuate in via precauzionale come, ad esempio, l’ospedale di Carpi. Evacuato anche il palazzo del Comune di Bologna.

EVACUAZIONI E DANNI ANCHE A MODENA E BOLOGNA CITTA’ – A causa delle ultime scosse di terremoto sono stati evacuati tutti gli uffici del Comune di Modena in Piazza Grande, dove l’orologio del Municipio si e’ fermato alle 9.01 orario della prima scossa di magnitudo 5.8. Sono in corso controlli in corso in tutte le scuole, mentre e’ stato evacuato un condominio in viale Amendola al civico 321 (26 interni). In seguito a segnalazioni di possibili crepe strutturali nei piani piu’ bassi, l’edificio e’ stato dichiarato inagibile. In centro storico e’ stata transennata via Emilia Centro all’altezza di piazza Matteotti per la caduta di una palla di cemento dalla sommita’ della facciata della Chiesa del Voto. Chiuso un tratto di via Carteria per la verifica di problemi strutturali al campanile della chiesa di San Barnaba. Sono all’opera 20 squadre di tecnici comunali (una quarantina di persone) per effettuare i controlli, oltre che sulle scuole, sulle strutture protette, negli uffici pubblici e giudiziari, nelle chiese comunali, nei teatri, negli impianti sportivi e nei cimiteri. Per le verifiche negli edifici privati, avverte il Comune, e’ necessario che si attivino i responsabili dei condomini incaricando propri tecnici.
In via precauzionale, Palazzo D’Accursio, sede del Comune di Bologna, e’ stato evacuato. Chiuso in via precauzionale, per la giornata di oggi, anche l’Ateneo di Bologna, incluse tutte le sedi della Romagna (Forli’, Cesena, Rimini e ravenna).

SOCCORSI MOBILITATI, C’E’ ANCHE L’ESERCITO – Cinquanta militari del Genio Ferrovieri di Bologna, con relativi mezzi, sono stati mobilitati per far fronte all’emergenza terremoto di oggi e si uniscono a quelli gia’ in azione dai giorni scorsi. Una ventina di genieri con 4 mezzi si sono gia’ diretti a Cappelletta del Duca, presso S. Felice sul Panaro. I confratelli delle Misericordie d’Italia stanno lavorando a San Felice sul Panaro (Modena) per montare altre tende e rafforzare cosi’ il campo che gestiscono da venerdi’ scorso e in cui, a stamani, erano alloggiate 250 persone in 30 tende. Su input del Dipartimento di protezione civile vengono montate in queste ore altre 20 tende. Sono 52 i confratelli gia’ sul posto e al lavoro mentre altri 20 stanno partendo per l’Emilia. La colonna nazionale delle Misericordie era stata attivata alle 19 di giovedi’ scorso ed aveva allestito un campo a San Felice sul Panaro. Le Misericordie gestiscono l’attivita’ del campo, dai pasti alle pulizie. ”Stiamo operando dal primo terremoto di 10 giorni fa, con la Misericordia di Modena con quelle dell’Emilia – dice il presidente delle Misericordie d’Italia, Roberto Trucchi – e con la colonna nazionale da venerdi’ scorso. Dopo la nuova scossa di stamani stiamo rafforzando l’impegno e siamo pronti a mettere in campo altri aiuti. Sto ricevendo la disponibilita’ ad intervenire da tantissime Misericordie di tutta Italia. Non lasceremo soli gli emiliani”.

TERREMOTO AVVERTITO IN TUTTO IL NORD, DANNI ANCHE A VENEZIA – La Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia ha reso noto che la forte scossa è stata avvertita in tutto il Nord Italia, in alcune regioni centrali e persino in Austria. Ad Aosta alcuni piani del palazzo regionale sono stati evacuati a scopo precauzionale e nella zona di Pordenone studenti e professori hanno abbandonato le lezioni e sono scesi in strada spaventati. Scuole sono state evacuate, seppure momentaneamente e per precauzione, anche in altre zone del Paese. A Venezia il terremoto ha provocato la caduta di una statua che ha sfiorato una donna ai Giardini Papadopoli dove diverse statue sono pericolanti mentre distacchi di intonaco si sono registrati alla Basilica di Sant’Antonio a Padova, con momenti di panico per i fedeli in visita, ma nessun ferito. Nuovi crolli si sono registrati a Mirandola (coinvolti il duomo e la chiesa di San Francesco), Finale Emilia e San Felice sul Panaro. Moltissime le persone corse fuori da case e uffici e scese per le vie del centro storico di Bologna, subito dopo che è stata avvertita la scossa. Studenti usciti dalle scuole anche in provincia di Reggio Emilia.

SCIAME SISMICO MOLTO ENERGETICO –La scossa di 5.8 registrata stamattina, localizzata leggermente piu’ ad ovest rispetto a quella di una settimana fa, rientra nella medesima struttura geologica che si estende per alcune decine di chilometri“. Lo ha spiegato all’AGI Laura Peruzza dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale. Si tratta di una scossa che segue quelle dei giorni scorsi che, sebbene di magnitudo piu’ bassa, sono state molto numerose. “Ci si aspettava che la sequenza calasse – ha continuato Peruzzama abbiamo a che fare con una sequenza molto energetica, per cui stiamo seguendo l’evoluzione del fenomeno“. Storicamente, anche in passato, e a distanza di pochi anni, si sono verificate delle “riprese” di una scossa iniziale piu’ forte. “Se andiamo a vedere quello che e’ successo nella storia, sappiamo che, per esempio nel 1570 ci fu un forte terremoto, del quale naturalmente non possediamo cifre precisema solo stime sui danni che provoco’ all’epoca. Fu un evento sismico che poi fu ripreso da un’altra scossa, 4 anni dopo, proprio su Centrale Emilia – ha spiegato Peruzzacon questo non voglio naturalmente dire che per anni si verificheranno scosse di magnitudo elevata in Emilia“. I sismologi, naturalmente, sperano che la sequenza vada progressivamente a esaurirsi, ma contemporaneamente, proprio in questi giorni in cui la terra trema, sottolineano l’importanza di “vivere costantemente, anche durante periodi di relativa tranquillita’ sismica, nella condizione di massima sicurezza possibile“, ha concluso Peruzza.

LO SCIAME SISMICO DURERA’ MOLTISSIMO. NEL 1570 IN EMILIA DURO’ 4 ANNI –La sequenza e’ destinata a durare nel tempo e a descrescere di intensita’, ma con episodi di forte recrudescenza: in pratica ci saranno tante scosse per lo piu’ piccole, ma anche superiori a magnitudo 4 e, in mezzo, anche di magnitudo paragonabili a quelle del 20 maggio e di stamattina“. Il sismologo Walter Marzocchi, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, spiega cosi’ il fenomeno sismico che sta interessando l’Emilia Romagna, con “repliche” anche molto forti e ravvicinate, che creano grande allarme nella popolazione. “Nel 1570 quest’area – ricorda Marzocchifu segnata da un terremoto molto forte e l’attivita’ duro’ a lungo, addirittura quattro anni. Anche in questo caso c’e’ da aspettarsi una serie di scosse, definibili di assestamento, che potranno essere avvertite dalla popolazione per settimane o mesi“.

NESSUN PROBLEMA ALLA VIABILITA’ – Sul fronte della circolazione, sia stradale sia ferroviaria, la situazione non sembra destare preoccupazioni. Autostrade per l’Italia informa che la prima visita ispettiva è stata completata e non si sono registrati problemi, in particolare sull’A13 Bologna-Padova e sull’A1 Milano-Napoli nel tratto tra Modena e Bologna. E sta tornando alla normalità pure la circolazione dei treni sulla Bologna-Verona, Bologna-Padova, Bologna-Piacenza e Verona-Modena.

La Rocca Estense di Finale Emilia

NAPOLITANO: “IL FRIULI SIA UN ESEMPIO” – La storia del Friuli, sconvolto dal sisma del ’76, sia un esempio per l’Emilia Romagna. Ad auspicarlo il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in visita a Faedis, in provincia di Udine. “Mi auguro che nelle prove che attendono le popolazioni colpite dal terremoto sia presente l’esempio di come il Friuli si sia risollevato da quella tragedia“, ha spiegato. “E’ stato un modello che spero possa essere raccolto“, ha poi aggiunto; nel tardo pomeriggio Napolitano si rechera’ a Gemona, epicentro del sisma del ’76.

GARA DI SOLIDARIETA’ – Si moltiplicano, soprattutto tramite il web, le iniziative di solidarieta’ di privati nei confronti delle popolazioni colpite. E ha preso a circolare anche l’idea di destinare i soldi stanziati per la parata del 2 giugno ai terremotati. Un altro segno e’ il boom di richieste per l’acquisto del Parmigiano, prodotto nelle zone colpite dal sisma. A Carpi e a Novi sono stati aperti centri di raccolta e allestite tendopoli. La Caritas Italiana ha allestito a Finale Emilia un centro di coordinamento, per facilitare l’incontro con i bisogni rilevati delle disponibilita’ di risorse materiali e di volontari, consentendo risposte mirate ed evitando iniziative improvvisate che anziche’ d’aiuto potrebbero essere d’intralcio, e ha aperto un conto corrente postale (n. 347013) dove si possono versare offerte specificando nella causale: “Terremoto Nord Italia 2012”.