
Nella giornata di ieri, venerdì 18 Maggio, un intenso e vasto fronte temporalesco, organizzato secondo le dinamiche di una grande “Squall line”, ha attraversato diversi stati dell’Africa equatoriale, apportando fenomeni precipitativi localmente violenti, con fortissimi rovesci di pioggia, attività elettrica arrivata a fondoscala e furiosi colpi di vento, anche ad oltre i 100 km/h. Certo, è vero che a quelle latitudini, lungo l’equatore, l’insorgenza di forti manifestazioni temporalesche, specie durante il pomeriggio e la serata, è molto comune, anzi rappresenta una delle caratteristiche principali delle grandi turbolenze che si innescano a ridosso del “fronte di convergenza intertropicale”, noto con la sigla di “ITCZ”, una estesa cintura di bassa pressione, di natura termica, nei bassi strati, che circonda la terra attorno l’equatore. Il regime di bassa pressione termica (valori che possono scendere sotto i 1005 hpa), che predomina lunga la fascia equatoriale, è originato dal costante riscaldamento e dalla convergenza degli Alisei di NE e SE che convogliano masse d’aria molto umide e calde proprio attorno l’equatore. Convergendo fra di loro gli Alisei costringono le umide masse d’aria che raggiungono l’area equatoriale e la fascia sub-equatoriale ad innalzarsi verso l‘alto, agevolando la formazione di forti moti convettivi (correnti ascensionali particolarmente intense) che alimentano l’insorgenza di imponenti nubi cumuliformi (Cumulonembi temporaleschi che possono raggiungere anche i 16-17 km di altezza, rappresentando un pericolo per la navigazione aerea nelle rotte intercontinentali), capaci di dare luogo a forti temporali e rovesci di pioggia (alle volte accompagnate da impetuose raffiche di “Downburst”) anche violenti, solitamente concentrati durante le ore pomeridiane e serali.

Il fronte temporalesco che si è formato ieri è stato molto più intenso, ma soprattutto esteso, dei comuni temporali che quotidianamente nascono sull’equatore e sopra le vaste distese del bacino congolese, il regno della grande foresta pluviale africana (per molti lembi ancora vergine e incontaminata). L’immenso sistema temporalesco si è cominciato a formare tra la tarda nottata e la prima mattinata di venerdì 18, quando fra il sud-est del Ciad, l’est della Repubblica Centrafricana e il nord del Congo si sono formate le prime grosse Cellule temporalesche, nate e cresciute con grande rapidità grazie all’alimentazione di aria molto calda e ricca di umidità presente nei bassi strati. Durante lo stadio giovanile di maturazione, intorno le 04-05 AM di venerdì, le vari Celle convettive hanno cominciato a gonfiarsi e ad esplodere verso l’alta troposfera data la presenza di fortissimi “Updrafts” che hanno alimentato la crescita dei Cumulonembi, generando un enorme barriera di nubi cumuliformi, alte fino a più di 14-15 km, che hanno cominciato ad interagire e ad unificarsi fra loro, generando un vasto “Cluster a Multicella”, composto da varie Cellule temporalesche autonome, che dal nord del Congo si estendeva fino alla Repubblica Centrafricana e al sud del Ciad. In questa fase, in cui la convenzione si è fatta particolarmente violenta, sono scoppiati i primi fortissimi fenomeni temporaleschi, caratterizzati da intensi acquazzoni e attività elettrica su livelli da fondoscala, con una miriade di fulminazioni al minuto. Inoltre, la presenza di una estesa linea di convergenza nei bassi strati, fra le umide correnti da Sud e SO, sospinte dal flusso marittimo del Monsone di Guinea che risale fino al sud del Ciad e al South Sudan, e le più calde e secche correnti da Est ed E-NE d‘estrazione continentale, legate al caldo e secco vento di “Harmattan” (non sarebbe altro che l’Aliseo di NE che scorre sopra la regione sahariana), ha contributo ad esaltare l’attività convettiva, formando una grande “linea di convenzione” che si è estesa per centinaia di chilometri e si è spostata verso ovest-sud/ovest, seguendo l’andamento del fronte temporalesco.
La genesi di questa estesa linea di convergenza nei bassi strati è stata evidenziata anche dalle osservazioni sul campo. In molte località interessate dal transito di questo immenso fronte convettivo, fra sud del Ciad, Repubblica Centrafricana, durante l’arrivo dei temporali e dei forti rovesci di pioggia annessi il vento è bruscamente ruotato dai quadranti meridionali per disporsi da E-NE o dai quadranti orientali, con raffiche molto turbolenti e molto intense che hanno accompagnato i fenomeni violenti. Ma oltre alla convergenza venti alle basse quote, tutt’altro che rara in questo periodo dell’anno sull’Africa equatoriale, il fronte temporalesco, organizzato sul modello analogo di una “Squall line”, è stato ulteriormente accresciuto dalla presenza di una importante azione “divergente” nell’alta troposfera, vista la presenza (come è normale a queste latitudini) di correnti piuttosto intense provenienti da Ovest o da O-SO, cioè un verso totalmente contrario rispetto ai venti orientali che dominano nella media e bassa troposfera. Spesso proprio da queste aree, in zone caratterizzate da profonda convenzione (forti moti ascensionali), si genera il flusso del ramo principale della “Jet Stream sub-tropicale” che risale fino al nord-africa e al Mediterraneo, influenzando l’andamento meteorologico alle nostre latitudini. Difatti, espandendosi verso l’alto, la sommità dei mostruosi Cumulonembi è stata toccata da forti correnti occidentali che spiravano nell’alta troposfera che hanno inasprito lo “Shear verticale”, dando notevole vigore e durata ai temporali. Le moviole satellitari infatti mostravano che lungo la coda del grande fronte temporalesco si estendeva una estesa nuvolosità cirriforme (o falsi cirri), con moto diffluente rispetto alla traiettoria del sistema temporalesco, derivata dal dissolvimento delle incudini dei Cumulonembi vecchi che venivano letteralmente strappate dall’area di massima convenzione dalle forti correnti occidentali presenti in alta quota. I fenomeni più violenti, come nelle tradizionali “Squall line”, si sono concentrati lungo la parte anteriore, li dove si concentra la linea di convergenza fra masse d’aria estremamente diverse fra loro.

Lungo la parte finale era evidente la spettacolare scia lasciata dalle nubi cirriformi (falsi cirri) che si distaccavano dalle sommità dei Cumulonembi del grande sistema convettivo. Tra la tarda mattinata e il pomeriggio il fronte si è cominciato ad unire in un unico grande sistema convettiva che spinto dalle correnti orientali, prevalenti nei medi e bassi strati a queste latitudini, si è mosso in direzione della Nigeria orientale, dell’est del Camerun, l’ovest della Repubblica Centraficana e la regione nord-occidentale della Repubblica del Congo, portando forti temporali accompagnati da una quantità impressionante di scariche elettriche e forti colpi di vento legati ai “Downbursts”. Il rampo più attivo di questa sorta di “Squall line” si è spostato verso l’est della Nigeria e il nord-est del Camerun, dove si sono verificati veri e propri diluvi, con una rapida rotazione dei venti nei bassi strati da SO o S-SO a E-NE o Est. Purtroppo l’esigua presenza di stazioni meteorologiche non ci permette il reperimento di quella sufficiente quantità di data necessaria per spiegare le dinamiche di queste perturbazioni che si muovono alle basse latitudini lungo l’equatore. I forti temporali hanno colpito diversi distretti del Camerun nord-orientale e della Nigeria orientale, fra cui le città di Biu e Maiduguri, dove si sono verificate forti precipitazioni con venti molto intensi.

Nemmeno la capitale della Repubblica Centraficana, Bangui, è stata risparmiata dai forti temporali, anche se è transitato uno dei rami meno attivi del grande sistema convettivo. Come un’onda il fronte temporalesco nella serata successiva ha continuato a spostarsi da E-NE verso O-SO, muovendosi verso la Nigeria e il Camerun, conservando gran parte del suo potenziale originario. Tra la tarda serata e la nottata successiva una parte del grande fronte temporalesco, esteso per diverse centinaia di chilometri, dalla Nigeria orientale fino al Congo settentrionale, ha cominciato a sfaldarsi per il venir meno della convergenza nei bassi strati. La parte più attiva invece è rimasta sulla Nigeria orientale e il Camerun nord-orientale, imperversando nelle suddette aree per tutto la notte, con una estesa fascia di convenzione che si è spinta dalla Nigeria orientale verso le coste del golfo di Guinea, con il suo carico di intense precipitazioni e fulminazioni a fondoscala. Al contempo, altre due “Muticelle” autoctone, distaccate dal fronte, sorgevano fra il nord-ovest della Nigeria e il nord del Benin, dando luogo a forti temporali in queste aree. Il fronte temporalesco è riuscito a mantenersi in vita fino alla tarda mattinata odierna, quando spostandosi sulla Nigeria ha inglobato al suo interno le due “Multicelle” nata durante la nottata fra nord del Benin e nord-ovest della Nigeria, creando un immenso ammasso nuvoloso che si è esteso fino allo stato del Benin e alle coste che si affacciano al golfo di Guinea, originando nuove “Celle temporalesche”, alcune nate direttamente in mare, a largo del Benin e delle coste nigeriane. Di solito, nel periodo estivo, linee di convezione, estese per circa 300 km di lunghezza, simile a una linea di “Squall line”, si formano periodicamente sull’Africa occidentale, fra 0’ e 15’ di latitudine nord, formando potenti sistemi convettivi che si muovono più velocemente di una comune “Easterly waves”, le famose perturbazioni tropicale che poi, finite in Atlantico, rischiano di evolvere in tempeste o cicloni tropicali diretti verso i Caraibi e le coste sud-orientali degli USA.



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