Stiamo parlando moltissimo, in questi giorni, di quello che succede sull’isola di El Hierro, alle Canarie, dove – dopo l’eruzione sottomarina dello scorso autunno e qualche mese di tregua – è ripresa l’attività sismica e vulcanica che gli esperti considerano “pre-eruttiva“. Inoltre nei giorni scorsi abbiamo avuto numerose scosse di terremoto, alcune anche superiori a magnitudo 4, in pieno Atlantico, a largo delle isole Azzorre, nel centro dell’oceano. Che cosa significa tutto questo? Ed è collegabile all’intensa attività sismica degli ultimi mesi in Italia, Grecia e Turchia, quindi nel Mediterraneo centro/orientale? E nei prossimi mesi, cosa potrebbe succedere?
Per rispondere in modo adeguato a tutte queste domande, abbiamo contattato un massimo esperto in materia, il dottor Jesús M. Ibáñez Godoy, professore universitario di Fisica della Terra presso l’Università di Granada e vulcanologo dell’Istituto di Geofisica dell’Andalusia.
“Quello che sta succedendo in questi giorni – ci ha spiegato Jesús M. Ibáñez – è completamente nuovo e differente rispetto ai periodi precedenti; dopo l’eruzione dello scorso autunno abbiamo avuto dei mesi di quiete, e adesso questa nuova attività che ci tiene in guardia. Siamo in attesa di capire cosa può succedere. Nei mesi precedenti non abbiamo avuto più alcun tipo di attività, nè terremoti, nè deformazioni, nè altro. Pochi giorni fa, però, e precisamente a partire dal 20 giugno, è iniziata una nuova attività. Tutto è iniziato con una scossa di terremoto di magnitudo 3.1. Da lì è ripartita una riattivazione sismica con una forte deformazione del suolo. Molto probabilmente si tratta di un’attività pre-eruttiva, anche se quando c’è un’attività pre-eruttiva non per forza poi c’è un’eruzione. Capisco che sembra strano da dire, ma è così. Può esistere anche un’attività pre-eruttiva senza poi un’eruzione. E’ infatti evidente che l’attività pre-eruttiva è legata al movimento del magma, ma se poi l’energia magmatica non è sufficiente o il magma non trova dove e come risalire, non ci sarà alcuna eruzione. Comunque in questo singolo caso, noi pensiamo che un’eruzione ci sarà, perchè dai parametri a nostra disposizione risulta altamente probabile, ma non possiamo sapere quando si verificherà“.
Rispondendo alle nostre domande su cosa potrebbe succedere in caso di eruzione, l’esperto ci spiega che “l’isola di El Hierro è un’isola completamente vlucanica, come Stromboli, Vulcano, Panarea alle Eolie. Tutta la composizione dell’isola è vulcanica, e nella storia ci sono state sia eruzioni sottomarine che eruzioni a terra. L’attività sismica di questi giorni ci lascia immaginare che ci sarà una nuova eruzione sottomarina perchè l’attività sismica è a una profondità di oltre 20km, quindi è probabile che ancora il magma non ha iniziato la sua risalita. Se inizia a salire, l’eruzione potrebbe avvenire però anche sulla terra ferma, non è da escludere, in una zona in cui al momento non c’è popolazione, nel versante più occidentale dell’isola di El Hierro. Se, comunque, l’eruzione sarà sottomarina, potrebbero non esserci effetti superficiali come nel caso dell’eruzione scorsa, in autunno, oppure potremmo avere una forte interazione acqua-magma con un’attività fortemente esplosiva. Sono solo scenari possibili, ipotesi, non siamo in grado di dire, tra le due ipotesi, quale ha maggiori probabilità di verificarsi“.
Sull’eventuale ulteriore ipotesi della nascita di una nuova isola, Jesús M. Ibáñez afferma che “sicuramente è possibile, se l’eruzione sarà superficiale. Addirittura se si verificherà vicino all’attuale terra ferma, la nuova isola potrebbe anche collegarsi con le terre già emerse, che diventerebbero più grandi, formando una nuova penisola. Ma la probabilità della nascita di una nuova isola è molto bassa, perchè il volume dell’eruzione dovrebbe essere davvero notevole. E’, comunque, la nostra preoccupazione minore. Al momento ci interessa capire innanzitutto se ci sarà l’eruzione, poi dove si verificherà, se sotto il mare o sulla terraferma, e infine quale sarà il suo meccanismo“.
Per quanto riguarda, infine, i terremoti nell’Atlantico e quelli nel Mediterraneo, l’esperto ci ha detto che “senza dubbio il motore primario che genera l’energia per le eruzioni alle Canarie, i terremoti nell’Atlantico e anche in Italia e nel Mediterraneo, è sempre lo stesso e cioè la dorsale dell’Atlantico centrale. E’ il motore fondamentale, ma non è mai stato verificato che tra i terremoti italiani, quelli nell’Atlantico e le eruzioni alle Canarie ci siano rapporti diretti. A mio avviso è impossibile un collegamento così vasto, su così grande distanza, su eventi di magnitudo così relativamente piccole. Pertanto credo che una correlazione diretta non c’è, neanche tra l’Atlantico e le Canarie, anche se è chiaro che tutte queste aree sono sulla stessa zona tettonica, e che l’energia che si genera in quest’area è legata allo stesso motore principale“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?