21.12.2012: tra leggende e profezie, tutti pronti alla fine del mondo. A...

21.12.2012: tra leggende e profezie, tutti pronti alla fine del mondo. A ottobre il convegno del CICAP a Volterra

Italiani “apocalittici e integrati”, come recitava il titolo di un celebre saggio del 1964 del semiologo Umberto Eco, o solo apocalittici? La domanda, riguardo al carattere e alla nostra psicologia nazionale e’ legittima, tanto piu’ in questi tempi di vacche magre, di crisi e recessione economica. L’anno in corso, oltretutto, trascorre all’insegna di una data fatidica, il 2012. Finira’ il mondo il prossimo 21 dicembre? “Noi pensiamo di no”, risponde all’Adnkronos Massimo Polidoro, segretario generale del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale. “E lo ribadiremo nel nostro convegno, il XII, che si terra’ dal 5 al 7 ottobre prossimo al Teatro Persio Flacco di Volterra (Pisa)”. Dedicato a catastrofi e a profezie apocalittiche, l’incontro ha il titolo ‘Si salvi chi puo’!, arricchito da tanto di punto esclamativo. Un convegno ‘catastrofico’, dunque? “Questo non lo so ancora -prosegue Polidoro- Tuttavia abbiamo pensato bene di organizzare il convegno prima di quella data e non dopo…
Al centro del nostro interesse, comunque, c’e’ il fascino che eventi altamente drammatici esercitano un po’ su tutti, tanto che e’ difficile sottrarsi a queste suggestioni, se non seguendo la via razionale. Sara’ un’occasione speciale per passare insieme a piu’ di 40 grandi esperti, studiosi e artisti, tre giorni di indagini e scoperte nel mistero, nella scienza e nel divertimento intelligente”. D’accordo. Significa seguire il cammino della ragione invece di quello della superstizione. Il poeta americano Robert Frost nella celebre “The Road Not Taken” (1916) scriveva: “Due strade divergevano in un bosco, ed io – Io presi quella meno battuta, E questo ha fatto tutta la differenza”. Voi che differenza farete? “La prima sfida che affronteremo -sostiene il segretario del Cicap- sara’ per l’appunto quella di interrogarci sulla leggenda che parla della fine del mondo, che sarebbe stata prevista dai Maya. Con l’aiuto di astrofisici, studiosi di civilta’ precolombiane, psicologi e storici cercheremo di capire se e quali rischi corre per davvero il pianeta”. E’ necessario, infatti, chiedersi se sono previsti allineamenti astronomici o tempeste cosmiche capaci di presentare qualche rischio determinante per la Terra. “Vogliamo anche approfondire la cultura di questo popolo antico e sapiente, per capire come calcolavano il tempo, come funzionavano i loro calendari e che cosa veramente prevedevano per il 21 dicembre 2012. Inoltre, accerteremo quali rischi psicologici e pratici corra chi crede e si spaventa di fronte a leggende e superstizioni”.

Fascio di luce su una piramide Maya. Credit: Hector Siliezar

Ma perche’ ci piacciono tanto le catastrofi? “Cercheremo di dare risposta anche a questo -racconta Polidoro- dato che da Atlantide in poi gli eventi distruttivi ci hanno sempre attratto fatalmente. In epoche diverse, infatti, si trova sempre qualcuno che prevede una fine del mondo che, come per l’anno 1000, non si realizza. Bisogna domandarsi, ad esempio, che accade dopo, a chi scopre che le sue previsioni erano solo illusioni”. Esistono reali probabilita’ che il mondo finisca per un evento cosmico ineluttabile? Le catastrofi reali sono davvero prevedibili oppure no? “Tra terremoti, pandemie e disastri nucleari non c’e’ che l’imbarazzo della scelta. L’intervento speciale della virologa Ilaria Capua, considerata tra i 50 scienziati piu’ importanti del mondo, servira’ a chiarire molti dubbi”, risponde Polidoro, che non vuole ancora svelare troppo le carte in gioco. Un convegno nazionale del Cicap non sarebbe tale se, oltre all’attualita’, non affrontasse anche quegli argomenti che, da sempre, rappresentano il campo d’azione prediletto: cerchi nel grano, vampiri, castelli stregati, fusione fredda e teorie del complotto. Piero Angela, tra i fondatori dell’associazione, dedichera’ una serata speciale a raccontare le sue esperienze nel campo della divulgazione: le tante soddisfazioni e anche le difficolta’ incontrate quando si cerca di far passare un messaggio che non sia superficiale e sensazionalistico. Ampio spazio, infine, e’ lasciato alla magia, quella vera, ossia all’illusionismo che al meeting non manchera’: Aurelio Paviato, campione mondiale di prestigiazione, ha promesso “uno spettacolo che lascera’ tutti a bocca aperta”. Alcuni dei piu’ bei nomi della magia italiana, come Marco Aimone, Nicolas D’Amore, Gianfranco Preverino, Pino Rolle, Alex Rusconi e Max Vellucci, ‘meraviglieranno’ i congressisti al termine di ogni sessione mattutina e, insieme, animeranno l’altrettanto sorprendente workshop della rivista “Magia”, pubblicata dal Cicap, previsto per la domenica pomeriggio. Largo anche ai nuovi “detective” del mistero, “che non sono mai abbastanza- conclude Polidoro- il Cicap da sempre incoraggia la formazione di ‘nuove leve’ con i ‘Corsi per investigatori’ e un’intera sessione sara’ dedicata ad ascoltare i risultati di indagini e verifiche originali”. La partecipazione e’ aperta a ricercatori indipendenti, scuole, gruppi locali e antenne. Avete un’idea in proposito? Chi desidera presentare un proprio lavoro originale puo’ trovare sul sito dell’associazione il bando per poter partecipare. Tutte le proposte saranno esaminate e selezionate da una commissione di esperti. E’ il caso di dire “in bocca al lupo!” allora. “Quello vero naturalmente”, ribatte Polidoro senza scomporsi.

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