Agricoltura: siccità e consumo del suolo, l’Italia è sempre meno indipendente

giovedì 16 agosto 2012, 12:47 di

Non hanno torto gli italiani a preoccuparsi della sovranita’ alimentare del proprio Paese. Secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eurobarometro del luglio 2012, il 46% e’ infatti preoccupato che la produzione di cibo non sia sufficiente a soddisfare il fabbisogno della popolazione anche per effetto del calo delle terra coltivata. Ma se e’ vero che la siccita’ sta mettendo in ginocchio le produzioni agricole con tagli che vanno dal 20 al 40%, caldo a parte la situazione nazionale mostra da tempo il suo tallone d’Achille: la costante diminuzione della superficie agricola utilizzata. Dagli anni ’70, infatti, la superficie agricola utilizzata in Italia (che comprende seminativi, orti familiari, arboreti e colture permanenti, prati e pascoli) e’ diminuita del 28%. Tra il 1971 e il 2010 si e’ ridotta di ben 5 milioni di ettari, passando da quasi 18 milioni di ettari a poco meno di 13: una superficie equivalente a Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna messe insieme. La riduzione maggiore riguarda seminativi e prati permanenti, ovvero i due ambiti da cui provengono i principali prodotti di base dell’alimentazione degli italiani: pane, pasta, riso, verdure, carne e latte. E mentre la superficie agricola utilizzata diminuisce, la popolazione aumenta. A rilevarlo e’ il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali nel dossier “Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla cementificazione” realizzato con la collaborazione di Inea, Ispra e Istat.

E se fino ad oggi, la perdita di superficie agricola utilizzata non si e’ tradotta in una perdita di produzione perche’ le moderne tecniche agricole hanno permesso di innalzare la produttivita’ per ettaro (negli anni ’50 un ettaro di terreno a frumento produceva circa 1,4 tonnellate di prodotto, oggi ne produce 4), l’incremento degli input sul territorio non e’ piu’ in grado di tradursi in un incremento della produzione, “ovvero si e’ giunti al punto in cui l’applicazione di maggiori quantita’ di tecnologie attualmente disponibili non corrisponde ad un incremento del rendimento della terra”, si legge nel dossier. La continua perdita di terreno agricolo porta l’Italia a dipendere sempre piu’ dall’estero per approvvigionamenti di risorse alimentari. Secondo una stima effettuata dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentarie forestali, l’Italia attualmente produce circa l’80-85% delle risorse alimentari necessarie a coprire il fabbisogno degli abitanti, coprendo poco piu’ dei consumi di tre italiani su quattro. In particolare, l’auto approvvigionamento alimentare copre una percentuale appena del 33% per quanto riguarda le leguminose, del 34% per lo zucchero, del 34% per le oleaginose, del 69% per le patate, del 64% per il latte e del 72% per le carni. Meglio il riso (274%), frutta fresca (126%), ortaggi (103%) e pomodoro (181%) e uova (101%).

In pratica, l’Italia consuma piu’ di quanto il proprio suolo agricolo e’ in grado di produrre: e’ quanto emerge dall’analisi del deficit di suolo agricolo, indicatore messo a punto dal Sustainable Europe Research Institute di Vienna che rileva la differenza tra terreno agricolo utilizzato su scala nazionale e quello necessario per produrre cibo, prodotti tessili e biocarburanti che la popolazione consuma. Un Paese in cui il terreno agricolo utilizzato e’ inferiore per estensione a quello necessario per coprire i consumi della propria popolazione viene considerato deficitario. L’Italia ha un deficit di suolo agricolo di quasi 49 milioni di ettari: per coprire i consumi della propria popolazione avrebbe bisogno di 61 milioni di ettari di terreno agricolo utilizzato, mentre la superficie attuale supera appena i 12 milioni. La prima causa e’ l’impermeabilizzazione, ovvero la copertura del suolo con materiali come cemento, metallo, vetro, asfalto. Secondo Lucas (Land use cover survey), il progetto dell’Unione Europea che si occupa di monitorare la copertura del suolo, il 7,3% del territorio italiano e’ costituito da superfici artificiali; secondo il Rapporto annuale Istat 2012, le superfici edificate in Italia coprono il 6,7% del territorio nazionale. La Pianura padana, ovvero l’area agricola piu’ vasta e produttiva della Penisola, ha una percentuale media di superfici edificate pari al 16,4% del territorio.

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