
In 30 anni la superficie dei ghiacciai della Valle d’Aosta si e’ ridotta di quasi il 30%. E’ quanto rileva all’Adnkronos, Guglielmina Diolaiuti membro del comitato glaceologico italiano e segretaria del comitato scientifico del Club alpino italiano (Cai). La ricerca, appena conclusa, e’ stata condotta insieme alla Fondazione montagna sicura e l’Universita’ degli studi di Milano ed ha interessato 200 ghiacciai. Dal 1975 al 2005, spiega la ricercatrice, “e’ stato perso quasi un terzo dei ghiacciai, ben il 27%”. In parallelo, “abbiamo analizzato anche le temperature e abbiamo notato che in questi 30 anni ha fatto piu’ caldo soprattutto in quota”. D’estate fa piu’ caldo e “d’inverno nevica molto di meno”. Il problema dello scioglimento dei ghiaccia, dunque, “inizia molto prima”. L’ondata di calore che sta investendo tutto l’arco alpino “e’ sicuramente un evento eccezionale ma e’ l’apice di una situazione che si sta verificando gia’ da un trentennio”. La riduzione della superficie dei ghiacciai non e’ stata omogenea nei 30 anni presi in considerazione: “dal 1999 al 2005, infatti, il tasso di perdita si e’ raddoppiato segnando un’accelerazione della deglaciazione”. Oltre alla riduzione della superficie, la ricerca segnala anche la trasformazione dei ghiacciai: “la porzione finale della lingua del ghiacciaio del lys, ad esempio, e’ ricoperta da detriti” e la ‘colpa’ e’ “di una montagna piu’ instabile”. Quanto alla flora e alla fauna, “si assiste ad una risalita della parte biologica che prima si trovava piu’ a valle. Il problema pero’ resta per le specie che si trovano gia’ in alta quota e che subiscono fenomeni di stress e sofferenza”.


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