I dati forniti dai sensori dalle stazioni aeroportuali dell’Aeronautica Militare danno probabilmente la maggiore affidabilità rispetto a qualunque trabiccolo messo alla bell’e meglio sul territorio. Ma, battute a parte, non intendo sottovalutare l’importanza delle reti private che si stanno moltiplicando, rendendo anche giustizia alla ricchezza microclimatica italiana. Sappiamo bene, comunque, quanto sia delicato il problema del modo in cui si rilevano la temperature e gli altri parametri meteorologici. A parte la precisione dell’attrezzatura, è necessario rispettare le norme dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale.
Ma obiettivamente, oggi, rispetto alla quantità di stazioni disseminate ovunque, i dati ufficiali hanno perso molto del loro valore. La temperatura varia molto più di quanto possa sembrare da un punto all’altro, anche spostandosi di pochi metri, e la grande disseminazione di punti di rilevamento garantisce una grande conoscenza del territorio.
Il problema maggiore è che, se un tempo le stazioni aeroportuali erano situate in piena campagna, l’urbanizzazione spesso selvaggia ha creato un aumento di temperatura imputabile di conseguenza non tanto e non solo al riscaldamento globale, bensì alla presenza di un’isola di calore. Non è un problema secondario, anzi, se i dati delle stazioni vengono presi tal quali, si rischia di sopravvalutare l’effetto di questo riscaldamento e alcuni, a ragione, sospettano che una della ragioni del riscaldamento globale sia “fittizio”.
Nella notte passata nulla dicono per esempio le temperature rilevate nel Nord-Italia, rispetto alle condizioni diffuse di freddo. I -1°C scarsi di Linate rispetto ai quasi -5° rilevati ancora ora nel pavese (per la verità con minimo scarto rispetto alla notte). Ma dati simili sono propri anche del milanese, ed è una situazione che si verifica quotidianamente. In questo senso è importante il contributo degli appassionati e delle reti quali l’ARPA, sempre che, beninteso, mettano i dati in rete e considerino seriamente di sistemare le centraline in luoghi sensati. Magari potrebbero contribuire anche loro ad infittire le reti di dati necessarie ai modelli per dare previsioni sempre migliori.


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