La stagione delle tempeste sui mari che circondano l’Australia prosegue presentando degli alti e bassi. Fortunatamente, fino ad ora, nessun ciclone tropicale particolarmente potente è riuscito a fare il “landfall” sulle coste australiane. Per certi versi la possiamo definire una stagione piuttosto tranquilla. Nelle ultime 24-36 ore sopra le calde acque superficiali del mar dei Coralli, nel tratto a sud dell’arcipelago delle isole Salomone, si è sviluppata una interessante tempesta tropicale che si è rapidamente rafforzata, acquistando enormi quantità di calore latente, trasformandosi in un ciclone tropicale di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. La tempesta è stata denominata “Sandra” dal servizio meteorologico australiano. Proprio come il ciclone tropicale “Rusty”, che lo scorso Febbraio effettuo il “landfall” sulle coste dell’Australia nord-occidentale, “Sandra” si è sviluppata all’interno di un’area di intensa convenzione organizzata, poco distante dalla linea dell’equatore geografico. Anche in questo caso l’interazione fra i moderati venti da O-NO e da Ovest (i resti del “Monsone di NE” che supera l’equatore deviando bruscamente da NO e O-NO una volta varcato quest’ultimo), che dal mar di Giava e dal mar di Flores si muovono in direzione del mar di Banda, mar delle Molucche fino alle coste meridionali di Papua Nuova Guinea, con i deboli venti sud-orientali in azione tra il basso mar dei Coralli e le coste del Queensland, è risultata determinate nell’accelerare la rotazione ciclonica nei bassi strati, accendendo la miccia della ciclogenesi tropicale.
Le caldissima acque superficiali del mar dei Coralli, con valori superiori ai +30°C +31°C, hanno fatto il resto, fornendo all’atmosfera sovrastante le energie indispensabili per la tenuta in vita dei forti moti convettivi all’interno del sistema. Quel che salta subito all’occhio, osservando i loop dei satelliti, è proprio la profonda attività convettiva che si rigenera attorno la circolazione ciclonica, dove continuano a formarsi imponenti “Clusters temporaleschi” che tendono ad avvitarsi attorno l’occhio del ciclone tropicale. L’ambiente nei bassi strati è ideale per un buon potenziamento di “Sandra”, con la presenza di masse d’aria molto calde e cariche di umidità, pronte ad essere bruscamente risucchiate verso l’alto dalla circolazione ciclonica. Anche in quota il debole “Wind Shear” non dovrebbe ostacolare un notevole sviluppo della tempesta che andrà sempre più ad avvicinarsi alla Nuova Caledonia. Attualmente “Sandra” è classificato come un ciclone tropicale di 2^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti sui 150-160 km/h e raffiche fino a 180 km/h nell’area attorno l’occhio.

Ma la tendenza è verso un poderoso rafforzamento, grazie al costante apporto di enormi quantità di vapore acqueo e calore latente dalla calda superficie del mar dei Coralli. Già a partire dalle prossime ore “Sandra” potrebbe trasformarsi in un insidioso ciclone tropicale di 3^ categoria sulla Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti in grado di oltrepassare la soglia dei 190-200 km/h e raffiche di gran lunga superiori nell’area limitrofa al profondissimo minimo barico centrale, che dovrebbe toccare i 930 hpa. Un minimo barico da capogiro pronto a generare un potentissimo quanto ristretto “gradiente barico orizzontale” che renderà i “venti di sbarramento” ancora più violenti e turbolenti all’interno dell’area perturbata. Ma valutando i valori termici elevatissimi delle acque superficiali del mar dei Coralli, sopra i +30°C +31°C, e l’ambiente ideale, in termini di umidità nei medi e bassi strati e basso “Shear” del vento in quota, non si può escludere che entro le prossime 24-36 ore “Sandra” possa divenire una tempesta particolarmente pericolosa, raggiungendo la 4^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti veramente violenti, oltre i 220-230 km/h, ed enormi bande nuvolose spiraliformi che daranno la stura a precipitazioni a carattere torrenziale, con elevatissimi valori di rain/rate.
Purtroppo nelle prossime ore, rinforzandosi sensibilmente, “Sandra” comincerà a muoversi gradualmente verso sud-sud/est, avvicinandosi con il suo bordo sud-orientale ai territori d’oltremare francesi della Nuova Caledonia e delle isole limitrofe. Anche se il grosso delle tempeste più violente rimarrà relegato in mare aperto, sul settore orientale del mar dei Coralli, dove spireranno fortissimi venti dai quadranti meridionali che solleveranno un imponente moto ondoso, con onde di “mare vivo” alte più di 6-7 metri (pericolose per la navigazione marittima), localmente anche più attorno l’occhio del profondissimo ciclone, l’isola di Ile Surprise e le coste più settentrionali della Nuova Caledonia già dal tardo pomeriggio odierno verranno investite dai primi venti burrascosi, dapprima da Est e E-NE, in successiva rotazione da NE, N-NE e Nord, man mano che il cuore della profondissima circolazione ciclonica si muoverà verso sud-sud/est, a largo delle coste occidentali della Nuova Caledonia. I venti più forti da Est e E-NE, in grado di arrecare dei danni alle strutture, si dovrebbero registrare solo in un’area più ristretta fra l’isola di Ile Surprise e le coste più settentrionali della Nuova Caledonia, in particolare nel comune di Poum (il più settentrionale), dove le fortissime folate dai quadranti orientali attive lungo il bordo sud-orientale di “Sandra” potranno toccare picchi di oltre i 140-150 km/h, localmente anche più di 160 km/h sulle aree costiere maggiormente esposte.

Dovrebbero rimanere immuni dai venti tempestosi le coste più meridionali e l’area di Nouméa, capoluogo amministrativo della Nuova Caledonia. I venti ciclonici impetuosi dai quadranti orientali determineranno anche un consistente moto ondoso, generando importanti mareggiate sulle coste est della Nuova Caledonia, ed in particolare lungo la costa orientale di Ile Surprise, dove si romperanno imponenti ondate, alte anche più di 5-6 metri. Le onde più imponenti si svilupperanno sul lato occidentale del ciclone, sul mar dei Coralli, dove le violente tempeste da Sud e S-SE imperversando per svariate ore in mare aperto produrranno un moto ondoso piuttosto confuso (è una caratteristica dei cicloni tropicali), con marosi molto stretti e ripidi che supereranno anche i 7-8 metri di altezza, propagandosi per centinaia di miglia al di fuori dell’area perturbata tramite delle onde lunghe che si estenderanno fino al settore più settentrionale del mar dei Coralli. Oltre ai venti molto forti l’isola di Ile Surprise e buona parte del territorio della Nuova Caledonia dovranno fare i conti anche con le piogge abbondanti e con i forti rovesci portati dalle grandi bande nuvolose spiraliformi che ruoteranno a grandissima velocità attorno l’occhio centrale del ciclone tropicale. Le precipitazioni più intense, a carattere torrenziale, dovrebbero concentrarsi in mare, specie lungo il bordo occidentale e settentrionale di “Sandra”. Ma durante il passaggio, piuttosto ravvicinato, di “Sandra”, tra oggi e domani, bande di pioggia piuttosto estese ed organizzate colpiranno tutta la parte settentrionale della Nuova Caledonia, con fenomeni a tratti veramente molto intensi e caratterizzati da alti indici di rain/rate. Precipitazioni che potrebbero creare anche dei disagi, a causa degli allagamenti e degli smottamenti che si verificheranno nelle zone più interne. Nella giornata di mercoledì il ciclone, muovendosi poco ad ovest della parte centrale della Nuova Caledonia, dovrebbe iniziare la sua parabola discendente, cominciando ad indebolirsi progressivamente venendo declassato alla 2^ categoria Saffir-Simpson. Scivolando verso sud il ciclone tropicale finirà su acque superficiali sempre meno calde che provocheranno un ulteriore indebolimento della tempesta, con un allentamento della convenzione connesso anche al sensibile aumento del “Wind Shear”, man mano che “Sandra” avanzerà verso latitudini più meridionali.



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