Il Progetto HORUS, dalla Calabria allo Spazio tramite il web: la fantastica storia di ragazzi del Sud con l’astronomia nel cuore

Il progetto HORUS, prevede il lancio di un pallone sonda a elio nella Stratosfera terrestre a una quota stimata di circa 40000 metri s.l.m., il progetto è il primo del suo genere mai realizzato nel Sud Italia e il primo in Italia che volerà a una quota così elevata, tanto da portare una strumentazione scientifica ai confini con lo spazio (Near Space come si dice in gergo).Il pallone e il carico utile, sono il frutto di un’attentissima e rigorosa progettazione da parte del team, infatti la strumentazione e tutte le fasi di volo e di recupero sono state già testate in scala nel precedente progetto StratoSfera concluso con successo che ci ha permesso di acquisire dati utili per la missione successiva: appunto, il Progetto HORUS.

Il carico utile

Il carico utile è composto da videocamere per la registrazione di video e immagini in alta definizione dell’intero volo, in cui si riprenderà la curvatura terrestre e avremo un’immagine della Terra così come viene vista dagli astronauti durante i viaggi nello spazio; Tuttavia la parte più interessante del carico utile è composta da una strumentazione per la ricerca scientifica, un sistema di sensori chiamato PaTAS (Pression and Temperature Arduino Sensor). Codesto sistema verrà impiegato per la registrazione durante il volo dei dati relativi alla pressione e alla temperatura e per lo studio dell’ozono e di alcuni gas nei vari strati dell’atmosfera durante la risalita.E’ presente anche un secondo sistema per la ricerca, questa è l’unità per lo studio dei raggi cosmici chiamata ERGO ed è l’unica unica unità presente sul territorio italiano e gentilmente concessa al nostro team per la missione HORUS, essa rientra all’interno del progetto ERGO Telescope del prof. Tom Bales del M.I.T di Boston (http://www.ergotelescope.org) avente lo scopo di creare un grande telescopio mondiale che sia in grado di rilevare e studiare i muoni, le particelle di cui si compongono i raggi cosmici.

Come funziona ERGO

Ogni unità ERGO è un singolo “pixel” di una enorme “macchina fotografica”. Ogni pixel (l’unità ERGO) è composto da un contatore Geiger Muller per rilevare le particelle cariche che arrivano sulla Terra, un generatore di timestamp e un ricevitore GPS per fornire la longitudine, latitudine, altitudine, e il tempo preciso per ogni raggio cosmico rilevato. I dati acquisiti vengono caricati su internet su un server, dando agli studiosi o ai semplici curiosi l’accesso immediato ai dati raccolti.Come già detto l’unità concessa al team del progetto HORUS rappresenta l’unico “pixel” presente in Italia e dunque siamo l’unico team di ricerca scientifica sul suolo italiano che partecipa a questo grande progetto di rilevanza mondiale, inoltre il fatto di poter acquisire dati utili da un’altitudine di 40000 metri rappresenta un grande vantaggio per il progetto in quanto le particelle saranno “simili” a quelle che hanno viaggiato nello spazio per milioni di anni luce poiché non saranno schermate dall’atmosfera, quindi daremo grazie al progetto HORUS un grosso contributo a questo tipo di ricerca che spazia dal campo aerospaziale a quello dell’ astrofisica.

Il recupero

Il carico utile atterrerà 120 minuti dopo il lancio per mezzo di un paracadute per alte altitudini e verrà individuato tramite l’utilizzo di tracker GPS che permetteranno tra l’altro di seguire in tempo reale l’intero volo che è comunque stato già simulato il giorno prima tramite software appositi che ci permetteranno di sapere la zona di atterraggio con un piccolo margine di errore e di organizzare perciò il recupero in tutta sicurezza.

Data e luogo del progetto

Il lancio verrà indicativamente effettuato nelle domeniche comprese tra la fine di Giugno e le prime settimane di Luglio 2013, dipenderà soprattutto da quando ci verrà concesso il NOTAM, autorizzazione necessaria per il lancio a quelle altitudini e che viene rilasciata dall’ ENAV (Ente Nazionale Aviazione), il luogo individuato come adatto al lancio si trova sulla costa di Minturno in provincia di Latina.

Il Team

L’ideatore e il direttore generale del Progetto HORUS è Antonino Brosio, astrofilo divulgatore e ricercatore astronomo amatoriale nel campo delle comete e degli Esopianeti, insieme ad Antonino lavorano Giuseppe D’Agostino laureando in Ingegneria delle Telecomunicazioni che si occupa della parte elettronica, Gianluca D’Agostino per quanto riguarda la progettazione del pallone; Il Progetto HORUS è promosso dall’Associazione Magna Grecia Aerospace, di cui Antonino e il resto del team del progetto è fondatore, e dal suo presidente onorario, il noto astronomo italiano Prof. Antonio Scarmato.

IL CROWDFUNDING – Tutti possono partecipare al progetto tramite http://www.eppela.com/ita/projects/375/progetto-horus