Meteo: freddo e neve in arrivo nel weekend: temperature invernali, con lo spettro dell’anno senza estate…

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1816Nel 1816 l’Europa visse il suo “anno senza estate” (a corredo dell’articolo la mappa con le anomalie termiche dell’estate 1816 nel Vecchio Continente!), basti pensare che La giovane Mary Shelley, proprio in quei mesi estivi, si trovava in vacanza sulle rive del lago di Ginevra, in Svizzera, ospite di lord Byron, insieme al marito e altri amici letterati. A causa del tempo inclemente che impediva loro di uscire, con continue nevicate alternate a forti piogge e freddo pungente, il gruppo di amici, per passatempo, invece di giocare a carte, decise di sfidarsi a scrivere storie di fantasmi e mostri e la Shelley scrisse il famosissimo “Frankeinstein” che divenne poi un classico dell’horror. E’ davvero affascinante pensare che questo romanzo debba molto non solo al talento e all’inventiva della sua scrittrice ma anche ad alcuni eventi fortuiti di carattere climatico che portarono l’estate del 1816 ad essere una delle più fredde della storia al punto che quel 1816 viene ancora oggi ricordato come “l’anno senza estate”.
Simili anomalie furono provocate dalla violenta eruzione del vulcano Tambora, in Indonesia, che l’anno prima, nel 1815, diede luogo ad una delle più grandi eruzioni con l’immissione nell’atmosfera di un’enorme quantità di polveri. Queste si diffusero per tutto il globo e si comportarono come un filtro nei confronti dei raggi solari, provocando una sorta di piccola era glaciale che si protrasse negli anni successivi, per circa 38-40 mesi in tutto. L’estate del 1816, preceduta da un inverno lungo e piovoso, fu fredda e umida anche in Europa. Il raccolto dell’uva e del grano fu pessimo e la mancanza di pane fece subito esplodere la rabbia della gente, esasperata dalla fame e dalla drammatica situazione dopo le guerre napoleoniche; per mancanza di foraggio si macellarono in gran quantità maiali ma, spariti quelli, si cominciò a mangiare di tutto, dal gatto al muschio.
03Tra le eruzioni vulcaniche molto potenti, che hanno determinato temporanei cambiamenti climatici sul nostro pianeta, possiamo ricordare quella di Santorini in Grecia del 1628 a.C., quella del Kracatoa, in Indonesia, del 1883, e quella più recente del Pinatubo, del 1991. Stavolta non stiamo subendo eventi simili, e quindi molto probabilmente quest’anno l’estate ci sarà, eccome, con tutti i suoi periodi caldi e afosi, soleggiati a lungo per più settimane consecutive, e a tratti torridi. Dopotutto le previsioni stagionali ci danno indicazioni molto chiare sulla stagione che sarà: rischiamo di avere continue ondate di fresco e maltempo che interesseranno soprattutto l’Italia centro/settentrionale, in modo particolare nella prima parte dell’estate, tra giugno e luglio, mentre poi potrebbe fare più caldo ad agosto.
04Intanto, però, ci apprestiamo ad avere una poderosa irruzione artica fuori stagione nel prossimo weekend, tra sabato 25 e domenica 26 maggio, quando le temperature crolleranno in tutt’Italia raggiungendo valori davvero invernali al centro/nord, e la neve cadrà fin nei fondovalle alpini, a quote collinari, probabilmente persino a partire dai 500/600 metri di quota, mentre sull’Appennino centro/settentrionale non escludiamo qualche fiocco a partire dai 1.200 metri, e al centro/sud dai 1.800/1.900 metri in sù. Il maltempo dovrebbe interessare in modo particolare le Regioni tirreniche e il centro/nord, ma è ancora presto per entrare nei dettagli dell’evoluzione per il fine settimana: al momento preferiamo rimanere concentrati sul ciclone Afro/Mediterraneo che nelle prossime ore colpirà duramente il centro/sud, con venti impetuosi, mareggiate furiose, forti temporali e piogge torrenziali. Ma lo facciamo con la consapevolezza che non finisce qui, che dal tunnel di freddo e maltempo in cui questa primavera 2013 s’è infilata ormai da tempo, non se ne uscirà presto. Anzi…