Manto stradale: parte da Milano la “rivoluzione” italiana dell’asfalto, con materiali innovativi

Manto stradale: parte da Milano la “rivoluzione” italiana dell’asfalto, con materiali innovativi

stradeMilano testa nuovi materiali per il manto stradale. E’ infatti iniziata la sperimentazione da parte del Comune di materiali innovativi, sul modello di quanto gia’ avviene in Germania o in Svizzera, nel rifacimento del manto stradale. Ad annunciarlo e’ stato oggi l’assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza, nel corso di un sopralluogo in alcune vie interessate dal ‘Piano strade’ dell’amministrazione. ”Stiamo sperimentando nuovi materiali di produzione italiana gia’ largamente usati in molte Nazioni europee, come la Germania e la Svizzera – ha spiegato l’assessore – che dovrebbero garantire una maggiore tenuta delle strade e degli interventi di colmatura delle buche”. Un primo test e’ stato effettuato in via Lulli, dove i ”binari tranviari ormai vetusti, trasmettendo le vibrazioni del mezzo pubblico alla pavimentazione, rappresentano il principale fattore di ammaloramento della strada”. Qualora la sperimentazione desse risultati positivi, ”valuteremo le modalita’ con cui adottare queste nuove soluzioni – ha aggiunto Rozza -, in modo particolare nelle strade interessate dai binari”. Iniziato lo scorso aprile, il ‘Piano strade’ prevede circa 600 interventi e riguarda tutti i quartieri della citta’. Nonostante il maltempo ”il piano dei lavori procede in modo soddisfacente – affermano da Palazzo Marino – e anche gli interventi di riparazione delle buche sono sostanzialmente in linea con il cronoprogramma”. L’attivita’ prevede anche il rifacimento delle strade ammalorate i cui lavori sono stati contestati dal Comune (22 casi). ”Nel controllo sulla bonta’ dei lavori stiamo ricevendo anche l’aiuto dei cittadini tramite le segnalazioni effettuate allo Sportello Reclami del sito del Comune – ha ricordato l’assessore -. Nell’ultimo mese sono pervenuti 585 reclami, ai quali abbiamo gia’ dato 408 risposte: il 90% di queste ultime si sono tradotte in interventi di manutenzione”.

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