Come scrive William Shakespeare ne “La Tempesta“: “il mare trasforma in qualcosa di ricco e strano”. Di certo molti di noi concorderanno pienamente con quest’affermazione e le conchiglie sono uno degli esempi lampanti dell’incredibile fantasia di Madre Natura. Sono senza ombra di dubbio uno dei più grandi segreti racchiusi in fondo al mare, cariche di fascino suggestivo e di mistero, così straordinariamente variopinte e dalle forme più impensabili…e questo i collezionisti e i malacologi lo sanno benissimo, conoscendo il valore inestimabile di tali esemplari! Ma un pò tutti, da piccini o da adulti, siamo stati attratti dall’irresistibile richiamo di una mega conchiglia trovata in spiaggia durante una passeggiata estiva o sott’acqua, improvvisando una semplice immersione per esplorare la bellezza dei fondali ed un pò tutti, con l’orecchio poggiato su una conchiglia, abbiamo ascoltato, trepidanti, il rumore del mare.
Si è soliti credere che le conchiglie siano le roulottes in cui trovano rifugio e protezione gli animali acquatici marini o terrestri, mentre in realtà ese sono semplicemente gli scheletri esterni che servono a proteggere le parti molli di animali appartenenti al tipo dei Molluschi. In quelli che ne sono provvisti, sin dallo stato embrionale, alcune cellule ghiandolari presenti nella regione dorsale si differenziano, originando il primo abbozzo di conchiglia, che in seguito si accresce per via del mantello o pallio, un ripiegamento o duplicatura cutanea che riveste più o meno tutto il corpo del mollusco. Quest’accrescimento è influenzato da molteplici fattori, tra i quali spiccano l’inquinamento ambientale, la temperatura, l’acidità e l’alimentazione. La conchiglia è composta da costituenti inorganici, soprattutto da carbonato di calcio, che si cristallizza in due forme: calcite e aragonite, e da fosfato di calcio, che gli animali estraggono dall’acqua di mare, integrati poi da sostanze organiche, in particolar modo da un insieme di proteine complesse secrete dal mantello.
Una conchiglia adulta consta di 3 strati:
- il periostraco, ossia la parte più esterna, una membrana più o meno sottile di sostanza organica, costituita da conchiolina,
- l’ostraco, lo strato mediano formato da prismi di calcite,
- l’ipostraco, la parte più interna, madreperla, formato da lamelle di aragonite.
Nella preistoria le conchiglie avevano grande importanza come amuleti, simboli propiziatori legati alla fecondità e alla vita e una delle attribuzioni simboliche più diffuse, attribuite alla conchiglia, è legata al sesso femminile: la base dentata della ciprea evoca infatti i genitali femminili. Nella mitologia greca si narra che Afrodite, uno degli dei che popolano l’Olimpo e dea della bellezza, sia nata dalla spuma del mare fecondata dai genitali recisi del Dio Urano, che ogni notte fecondava Gea, la Madre Terra, rappresentando l’amore unicamente sotto l’aspetto riproduttivo. Afrodite, perla preziosa, di inestimabile valore, nasce al centro di una conchiglia bivalve.
Non ci stupisce che conchiglie e molluschi siano stati gli alimenti base dei nostri progenitori, utilizzati per formare strumenti musicali come flauti, nacchere e sonagli e che ancora oggi i pastori sardi, siciliani e delle isole greche utilizzino la Tofa a mò di segnaletica! La stessa Capasanta, una specie di conchiglia, per via della sua forma a ventaglio simile a quella dei raggi solari, era associata in tempi antichi alla dea Venere, contrassegnando la persona in equilibrio con l’Universo e non è certo un caso che “La Nascita di Venere”, il celebre dipinto del Botticelli, conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze, raffiguri la bella Venere, dalla folta chioma dorata, nuda, eterno simbolo di perfezione e bellezza, in posizione instabile e col peso corporeo sbilanciato a sinistra, per simboleggiarne l’equilibrio e l’armonia.



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