Sgridare duramente e inveire contro i propri figli è controproducente soprattutto nella prima adolescenza

SGRIDARE FIGLIUno studio che ha coinvolto circa 1000 famiglie e che è stato pubblicato sulla rivista Child Development rivela che sgridare duramente ed inveire contro i propri figli può far male ed essere controproducente ai fini educativi e comportamentali, soprattutto nella prima adolescenza. Secondo quanto riferito da Ming-Te Wang, docente di psicologia presso la University of Pittsburgh, redarguire verbalmente un adolescente, specie se con durezza, non sortisce i risultati sperati in termini di educazione ma, anzi, genera nel ragazzo irritabilità e aggressività e lo rende ancora più incline a comportamenti disobbedienti, a dire bugie ai genitori, comportarsi male a scuola e con i propri coetanei. Molti studi sono stati pubblicati finora sugli effetti delle punizioni corporali e fisiche sui bambini, bocciando questo tipo di punizioni. Questo nuovo studio si concentra su un’altra forma di ”punizione”, quella verbale che comporta lo sgridare o inveire contro il bambino, spesso con durezza, e magari etichettarlo con parole umilianti come ‘sei scemo’, ‘sei pigro’. Secondo dati Usa, il 90% dei genitori sgrida con durezza i propri figli. Gli psicologi Usa hanno somministrato questionari a figli e ai genitori: ai primi hanno chiesto di dire quante volte nell’ultimo anno avessero mentito ai propri genitori, si fossero comportati male a scuola, fossero stati aggressivi o addirittura si fossero resi rei di piccoli furti. Ai genitori hanno chiesto invece quante volte hanno sgridato, e come, i figli per i loro comportamenti scorretti e disobbedienti. Incrociando le informazioni così ottenute, è emerso che i figli si comportano peggio quando vengono sgridati con durezza dai genitori. Inoltre anche a livello psicologico risultano più ‘destabilizzati’. Cosa fare quindi? L’ideale, spiegano gli psicologi, sarebbe imparare a discutere coi propri figli spiegando loro le conseguenze dei loro comportamenti.