“Gli esperti si fanno meraviglia, ma le montagne sono incollate con lo sputo: il mondo crollera’ su se’ stesso, anche il mare si sciogliera’ o sprofondera’. Insomma: come una falce che si consuma con l’utilizzo, cosi’ la Terra sta facendo il suo corso, perche’ ha una sua durata ben precisa, ma non stupiamoci per cose assolutamente naturali”. E’ questo il commento dello scrittore e alpinista Mauro Corona sul crollo notturno di un’enorme parete del Gruppo del Sorapis, aCortina d’Ampezzo (Belluno). “Sembra quasi che certe affermazioni degli studiosi siano rilasciate ad arte – prosegue Corona – in modo da inquietare la gente e far distogliere l’attenzione dallo sfascio del Paese”. Secondo Corona, “ci si stupisce di questi crolli e li si associa, anche giustamente, ai cambiamenti climatici, ma nessuno dice che queste cose nella storia sono sempre accadute”. E cita il monte Borga’, a Casso, che ”e’ franato 500 anni fa e c’erano lastre e blocchi grandi come palazzi. Eppure l’uomo non aveva ancora cominciato ad influire sul clima. La Terra si disfa, checche’ ne dicano gli esperti, che forse le mani sulla nuda montagna non le hanno mai messe. E queste cose sono sempre accadute. Lo dico per istinto, non certo per sapienza”.
FRANE, QUANDO LE MONTAGNE CROLLANO – Le montagne crollano. Si tratta di un movimento millenario e ne sono testimonianza le cime dai profili scoscesi e le rocce nelle vallate. Una delle piu’ grandi tragedie fu quella del Vajont 50 anni fa. Qui la cima del monte Toc precipito’ in una diga. Ma fu un disastro provocato dall’incuria dell’uomo. Uno degli esempi piu’ eclatanti di crollo naturale fu avvenne ad ottobre 2007: una guglia alta 100 metri venne giu’ dalla cima Una, nello scenario spettacolare delle Dolomiti di Sesto. La gente del posto, alle 9 del mattino, senti’ un enorme boato che si diffuse a chilometri e chilometri di distanza. Poco dopo le Dolomiti non si vedevano piu’, avvolte in una nuvola alta come quella di un temporale estivo e che rimase sull’area del fenomeno per giorni e giorni. La paura fu tanta ma fortunatamente non vi furono feriti. Il crollo desto’ una grande impressione ed alcuni testimoni oculari dissero che sembrava una scena come quella delle Twin Towers a New York. Non e’ la prima volta che le rocce di queste montagne, considerate tra le piu’ belle della terra, si sfaldano precipitando a valle. Molta impressione suscito’ una frana caduta da una cima delle Pale in Trentino nell’ottobre del 2008: alcuni escursionisti che assistettero al crollo dissero che il rumore pareva lo schianto di un boeing contro la roccia. Nel 2004 era successo sulle Cinque Torri sopra Cortina, nello stesso anno una frana era caduta dal piccolo Cir, e nell’estate del 2007 un fenomeno simile si ebbe nella zona di Longiaru’. Come sa bene la gente che tra queste montagne vive, il piu’ delle volte i crolli avvengono sul finire dell’estate, quando improvvisamente la temperatura si abbassa e l’umidita’ di qualche nevicata fuori stagione si ghiaccia, spaccando poi la roccia. E, se il fenomeno avviene alla base di una cima, questa crolla.


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