Non è fantascienza: ecco il primo uomo bionico completo, si chiama Rex...

Non è fantascienza: ecco il primo uomo bionico completo, si chiama Rex ed è alto 2 metri [VIDEO]

REX UOMO BIONICO - CopiaDopo “Six Million Dollar Man” e “The Bionic Woman” e dopo l’intramontabile Frankenstein di Mary Shelley, in cui lo strampalato scienziato pazzo Victor Frankenstein è ossessionato dall’idea di assemblare un essere vivente da parti di cadaveri riesumati, è la volta del primo Uomo Bionico. Rex, è questo il suo nome, è costato complessivamente un milione di dollari, è alto due metri, composto da organi artificiali e arti prostetici, ha un sistema cardio-respiratorio costituito da cuore e polmoni funzionanti, del sangue sintetico pompato in circolo da una rete di arterie in polimero, una milza bionica per filtrare il sangue. Ha un pancreas bionico, inventato dalla professoressa Joan Taylor della De Montfort University, in involucro di gel solido che conserva una scorta di insulina da rilasciare e trattenere con un processo autoregolante, senza interventi volontari.

UOMO BIONICO1 - Copia Il gel si scioglie se il livello di glucosio supera un certo livello e l’insulina viene rilasciata nel circolo sanguigno. Viceversa, se il livello di glucosio diminuisce, il gel si risolidifica. L’Uomo Bionico ha un rene bionico, creato da un gruppo di scienziati diretto dal professor Shuvo Roy’s dell’Università di San Francisco, in California, dotato di un sistema di filtraggio su monoscala, che funziona con la sola pressione sanguigna corporea e una cartuccia, che ospita le cellule tubulari renali viventi fornite da un donatore sano, attraverso le quali passa la sostanza filtrata da trasformare in urina. Rex ha un sistema di visione artificiale, mascherato dietro impavidi occhi castani, che gli consentono di scrutare il mondo, riconoscere oggetti ed evitare ostacoli.

UOMO BIONICO CAMMINA LATO - Copia Ciò è possibile anche grazie al suo cervello digitale, che anima l’intelligenza artificiale che gli consente di comprendere quanto riferito da eventuali interlocutori e rispondere nella maniera più appropriata. Questo spettacolare cyborg è stato creato dalla DSP (Darlow Smithson Productions), con la collaborazione degli esperti di robotica della Shadow Robot Company. La DSP ha contattato il dr Bertold Meyer, un ricercatore dell’Università di Zurigo, invitandolo a ricostruirsi in forma bionica. Ma perchè proprio lui? Meyer è nato con la parte inferiore del braccio sinistro congenitamente mancante e ha portato la sua prima protesi a 3 anni. Tra i 14 e i 19 anni, ha indossato un corpo alimentato da una serie di cavi collegati alla parte restante del suo braccio. Nel 99′ ha sperimentato il primo dispositivo protesico miolettrico, dal funzionamento molto semplice, anche se esso presentava degli inconvenienti, e non di poco conto! Avendo un solo tipo di presa a disposizione e non essendo dotato di un palmo, rendeva difficile afferrare oggetti come un cellulare.

Bionic man Lo scienziato non riusciva a prendere un foglio di carta senza stropicciarlo, o a scrivere al pc. I dispositivi erano ingombranti, di scarsa qualità, si macchiavano facilmente in modo irreversibile. Alla fine del 2007, mentre navigava su Internet, rimase colpito dal Touch Bionics e il suo dispositivo protesico, lanciato di recente, la mano i-Limb, di cui è stato dotato nel 2009 e finalmente aveva un palmo per battere le mani. Nel 2010 Meyer è stato uno dei primi uomini al mondo a sperimentare la nuova versione della i-Limb, la i-Limb Pulse Touch Bionics, dotata di un telaio in alluminio per una maggiore durata, una maggiore forza di presa, un migliore design anatomico e un software Bluetooth per attivare una serie di gesti e caratteristiche automatizzate di aderenza.

UOMO BIONICO 2 - CopiaMeyer ha dichiarato al Guardian che il suo obiettivo è dimostrare che le protesi possono trasmettere sensazioni positive e di stupore e non un senso di perdita e pietà. L’Uomo Bionico ha 200 processori, un milione di sensori e potrà presto, forse, passeggiare per le strade di Washington, al di fuori del National Air Space Museum, è controllato da computer e ha un collegamento Bluetooth per azionare gli arti. E’ dotato di mani bioniche, ideate dall’ingegnere David Gow. Le protesi si chiamano i-Limb e per renderle adattabili ai bambini, il motore centrale è stato sostituito da tanti piccoli motori integrati nei pollici delle mani, che si bloccano automaticamente quando i sensori indicano che è applicata una pressione sufficiente all’oggetto afferrato, proprio per non distruggerlo.

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