Il Colosseo, simbolo di Roma: storia, scienza e leggende sull’anfiteatro più famoso del mondo

COLOSSEO LUNA - CopiaIl Colosseo è stato inserito nel 2007 fra le “Sette Meraviglie del mondo moderno”. L’Amphytheatrum Flavium, questo era il suo nome originario, fu edificato in una valle posta tra il Celio, il Palatino e l’Esquilino, dopo aver prosciugato il piccolo laghetto che era parte integrante della reggia neroniana.

COLOSSEO 1 - CopiaAnche il soprannome “Colosseo”, affibbiatogli nel XI sec., deriva dal fatto che nelle vicinanze sorgeva una “colossale” statua di Nerone. Il Colosseo, considerato come il monumento più grande della romanità e il più nobile per austerità e purezza di stile, fu incominciato da Vespasiano nel 72 d.C., nel luogo dello stagnum o laghetto della Domus Aurea e terminato dal figlio Tito, della famiglia Flavia (da qui il nome “Anfiteatro Flavio”) nell’ 80d.C,quando venne inaugurato con feste che si dice durassero 100 giorni, con l’uccisione di 5000 belve e la morte di molti gladiatori. Restaurato sotto Alessandro Severo, subì però attacchi pesanti nel corso dei secoli: nel 217 d.C. un incendio distrusse le strutture superiori; nel 442 un terremoto lesionò l’edificio, danneggiato poi da altri terremoti nel 1231, nel 1255 e nel 1349; quando venne trasformato, in parte, in fortezza dai Frangipane, passando poi agli Annibaldi. Nel 1312, Enrico VII lo diede al Senato e al popolo romano. Fin dal Medioevo, i massi caduti servirono per nuove costruzioni : Palazzo Venezia, quello della Cancelleria, il porto di Ripetta, S.Pietro in Vaticano.

COLOSSEO INTERNO - CopiaNel corso del Giubileo del 1675, il Colosseo assunse il carattere di luogo sacro, in memoria dei molti martiri cristiani condannati al supplizio e nel 1744 papa Benedetto XIV lo consacrò alla passione di Cristo e vi fece costruire le 15 tappe della Via Crucis, in memoria dei martiri cristiani sacrificati nell’arena. Il Colosseo ha dimensioni impressionanti: 4 piani, dei quali: il primo alto più di 10 metri, ornato da colonnato dorico; il secondo alto quasi 12 metri, ornato da colonnato ionico; il terzo alto altrettanto, ornato da colonnato corinzio e il quarto, in muratura piena, che presentava un sistema di pali per fissare il velarium , ossia l’immenso tendone che serviva a riparare gli spettatori dal sole. Diversi erano gli spettacoli rappresentati nell’Anfiteatro: dalle prima luci dell’alba, le Venationes, caccia alle bestie feroci, in cui i Romani esternavano il gusto per la riproduzione e l’imitazione del reale. Spettacolari erano le Silvae: pittori, scenografi e registi costruivano un finto scenario nell’arena, con alberi e cespugli, che somigliava ad una foresta popolata da animali che, in questo caso, non dovevano per forza essere massacrati. Vi era poi la celebre esibizione di un elefante che sapeva scrivere con la proboscide parole sulla sabbia; anche se lo spettacolo più bello per il pubblico era quello dei gladiatori, accolti dall’assordante clamore che saliva dalla platea, tra squilli di trombe, facendo il loro ingresso trionfale in parata.

GLADIATORI - CopiaI gladiatori erano prigionieri di guerra ed un gran numero di schiavi colpevoli di gravissimi delitti. Alcuni riuscivano a riconquistare un posto nella società , combattendo nell’arena e dimostrando il loro coraggio e la loro bravura; altri schiavi erano condannati alla morte per mezzo di bestie feroci (ad bestias). Anche cittadini che commettevano gravissimi reati potevano essere condannati alla morte atroce nell’arena, per mezzo della spada (ad glaudium) e per altri schiavi c’era la morte peggiore: quella per crocifissione (crucifixio). La maggior parte dei gladiatori erano costretti in questo ruolo, ma non mancavano gli uomini liberi che si presentavano volontariamente perché affascinati dal rischio e dalla violenza. Stando agli scritti del tempo, le belve venivano tenute affamate al buio per giorni interi, fino ad impazzire per le ferite inferte dai guardiani ai loro cuccioli. Gli animali uscivano dai passaggi che incontravano una volta fuori dai montacarichi, che li sollevavano dagli oscuri locali sotterranei dell’Anfiteatro. I prigionieri di guerra erano i primi condannati ad essere dati alle bestie. Il condannato al supplizio entrava nell’area nudo o seminudo, con le mani legate dietro la schiena; i condannati a morte con supplizio si distinguevano dai condannati ad bestias. Questi ultimi, infatti, erano dotati di abiti e armi, come i gladiatori, ed erano stati esercitati per l’attacco e la difesa in un’apposita scuola per le cacce.

COLOSSEO VISTO ALTO - CopiaIn origine i giochi avevano carattere religioso, ma per la maggior parte del popolo erano l’occasione per divertirsi, per essere feroci alle spalle di un altro…anche se una certa sacralità era conferita dalla presenza delle Vestali, del Pontefice Massimo e dell’Imperatore. Alcuni giorni prima dell’inizio dello spettacolo, veniva fatta pubblicità, affiggendo il programma scritto in rosso per tutta la città. Dopo una specie di “ultima cena” offerta ai gladiatori, arrivava il giorno del combattimento: verso sud-est c’era la porta Libitinensis, oltre la quale, nello spoliarum, gli inservienti, spesso mascherati da Caronte, il traghettatore infernale, portavano i gladiatori morti o morienti per spogliarli di costumi e armi; mentre a nord-est, attraverso la porta Triumphalis, entrava la pompa gladiatoria per il dare il via ai giochi. I combattimenti a volte avevano una connotazione comica: nani, storpi e donne si battevano a suon di botte con armi di legno, fino a quando una tuba comunicava il combattimento vero e proprio: i gladiatori, scortati dai loro mecenati, facevano il loro ingresso, venendo frustati e rimproverati se apparivano stanchi o annoiati, per dare al popolo il giusto spettacolo.