Secondo uno studio al quale ha collaborato Giorgia Silani, della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste (coordinato dalla Social Cognitive Neuroscience Unit dell’Universita’ di Vienna), “c’e’ un confine sottile fra la capacita’ di identificarsi e prendere la prospettiva degli altri, ed essere dunque empatici, e quella di non sapere distinguere fra se’ e l’altro, agendo in maniera egocentrica” spiega Silani. “Per essere davvero empatici e agire in maniera prosociale e’ importante mantenere la capacita’ di distinguere fra se’ e l’altro, e lo stress in questo sembra avere un ruolo importante“. Lo stress e’ un meccanismo psicobiologico che puo’ avere una funzione positiva: serve infatti a raccogliere risorse in piu’ in situazioni particolarmente impegnative. L’individuo puo’ affrontarlo in due modi: cercando di ridurre il carico interiore di risorse “extra” impiegate, o, banalmente, cercando aiuto all’esterno. “La nostra ipotesi di partenza era che in condizioni di stress gli individui sarebbero diventati piu’ egocentrici. Adottare una prospettiva centrata sul se’ infatti riduce il carico emotivo/cognitivo. Ci aspettavamo dunque che nelle condizioni sperimentali le persone fossero meno empatiche” spiega Claus Lamm, fra gli autori dello studio. “Piu’ precisamente la sorpresa e’ stata che questa ipotesi di partenza era vera, ma solo per gli individui maschili“.
Salute: lo stress rende gli uomini più egocentrici


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