Clamorosa rivoluzione, il governo ha deciso: in Italia pagheremo anche le email, ecco la nuova tassa!

La tassazione dei  messaggi di posta elettronica (meglio note come email) è la novità dell’ultima ora varata dal  Consiglio dei Ministri nel corso di una riunione fiume conclusasi nella tarda serata di ieri. Il governo, tramite un comunicato stampa diramato da Palazzo Chigi, alla fine della riunione, annuncia che al fine di reperire le risorse per  consentire  la ripresa, senza tuttavia tagliare i servizi sociali e senza applicare nuove tasse, il Governo ha deciso che verrà applicata  una contribuzione obbligatoria per ogni messaggio di posta elettronica inviata. La disposizione, in base ai conti della Ragioneria dello Stato, dovrebbe procurare un gettito di circa 10 miliardi di euro annui, sufficienti alla copertura del già previsto sgravio fiscale che porterà 80 euro in più nelle buste paga dei lavoratori dipendenti”.

renzi01Alle domande dei giornalisti, che hanno subito parlato invece di una “nuova tassa”, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha risposto che “è assolutamente improprio parlare di una nuova imposta in quanto la disposizione è piuttosto definibile come l’introduzione di un “francobollo virtuale e, continuando, ha poi affermato: “il francobollo  è da sempre  usato  in ogni società civile e la sua applicazione non è mai stata contestata dalle parti sociali. Si tratta solo di un adeguamento della legislazione ai  cambiamenti prodotti dalla  tecnologia nella vita di tutti i giorni”.

renzi02Incalzato dai giornalisti, Renzi ha poi aggiunto: “mi sento di poter affermare che cercare di recuperare sulla perdita di incassi da parte dello Stato causata dell’uso massiccio della posta elettronica, al posto di quella tradizionale, è un dovere per un Governo che si pone l’obiettivo di una sana amministrazione” aggiungendo infine che il decreto legge, “oltre a contribuire efficacemente ai conti dello Stato, fornirà un valido supporto alla guerra contro lo spamming e darà una spinta alla comunicazione attraverso i Social networks; pertanto i cittadini, a fronte di un piccolo esborso, godranno di innegabili vantaggi già nel breve termine”.      

La Cancelliera Merkel, messa a conoscenza della nuova iniziativa del Governo italiano, ha espresso la sua soddisfazione per il “proseguimento del  percorso virtuoso intrapreso dall’Italia” affermando inoltre che “anche  paesi come Grecia, Spagna e Portogallo, nell’adottare provvedimenti analoghi  a  quelli decretati  dal Governo Italiano, potrebbero trarne dei benefici  immediati”.

I dettagli del dispositivo saranno resi noti nella stesura definitiva del decreto, che sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di domani. I punti certi sono questi:

  • la tassazione decorrerà dal 1° Giugno  prossimo;
  • sono previste tariffe differenziate per l’utenza privata e quella affari (i privati pagheranno in misura ridotta);
  • è prevista una tariffazione ridotta  nei giorni festivi e per le newsletter non a carattere pubblicitario;
  • la tassazione o, come il Governo la chiama, il “francobollo virtuale” , sarà proporzionato  al numero di allegati ed al loro peso totale  e ciò al fine di scoraggiare qualsiasi tentazione elusiva, come l’uso di messaggi cumulativi.

provider emailI provider di servizio di posta elettronica nazionali, nonché quelli  operanti  all’estero (ma solo  il traffico generato dagli utenti residenti sul territorio nazionale),  dovranno attrezzarsi entro 60  giorni per  adeguare i propri sistemi alla nuova tariffazione dei messaggi. I provider  fungeranno infatti da sostituti di imposta; in pratica saranno responsabili della riscossione del tributo, attraverso l’ormai collaudato sistema delle carte prepagate, oppure su abbonamento. Si prevede che, al riguardo,  le Società che forniscono connettività creeranno nuove offerte nelle quali,  oltre ai servizi standard, proporranno pacchetti di email prepagate.

I server di posta dovranno pertanto essere corredati di un software in grado di quantificare in via automatica la contribuzione da addebitare all’utente  per  ogni singolo messaggio inviato.

Da indiscrezioni trapelate da palazzo Chigi, pare che l’importo della tassazione dovrebbe  partire, per l’utenza affari, da una base di 5 centesimi per i messaggi normali, dal peso non superiore ad  1MB e  senza allegati, mentre gli allegati dovrebbero incidere per 5 centesimi in misura fissa più 7.5 centesimi per MB o frazione di MB.  L’aliquota in vigore nei  giorni festivi dovrebbe risultare ridotta del 40%, mentre i privati dovrebbero pagare  sempre in base  ad  un’aliquota pari al 50% rispetto a quella affari. La contribuzione sarà regolarmente detraibile per le società ed i possessori di partita IVA, senza limite alcuno, come ogni altra spesa postale. Nel decreto legge saranno regolamentate inoltre le procedure anti evasione ed anti elusione, che saranno adottate dall’Agenzia delle Entrate, le quali si potranno avvalere di un apposito ufficio della Polizia Postale, che sarà creato appositamente  allo scopo.

Tutti i partiti politici di governo hanno commentato positivamente la nuova disposizione, mentre  le opposizioni hanno parlato invece di “tassa mascherata”. Vendola non ha voluto esprimersi e si è riservato di attendere la pubblicazione del decreto, prima di esternare qualsiasi  commento.

Beppe Grillo ha invece dichiarato, durante un comizio nel Porto di Genova,  che  si tratta dell’ennesimo attacco alla democrazia  e, dopo avere inveito contro il Governo ed il Presidente della Repubblica Napolitano (a suo dire “vero ispiratore del provvedimento“),  ha  preannunciato una protesta eclatante:  lo spamming day una giornata in cui gli attivisti ed i simpatizzanti del Movimento saranno  invitati ad inviare milioni di messaggi di insulti agli indirizzi di posta elettronica delle varie istituzioni pubbliche.

Attraverso l’applicativo sotto riportato, ogni lettore può effettuare da sé delle simulazioni per verificare quanto gli costerà l’invio di email a partire  dal 1° Giugno :