Anche i neonati possono essere vittime di violenza: il caso piu’ diffuso e’ la Shaken Baby Syndrome (SBS – Sindrome da bambino scosso), cioe’ lo scuotere violentemente il neonato da parte di un adulto. “E’ una delle principali cause di morte nel primo anno di vita”, ha detto Pietro Ferrara, giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Roma e docente di Pediatria presso l’Istituto di Clinica Pediatrica dell’Universita’ Cattolica del S. Cuore e dell’Universita’ Campus Bio-Medico di Roma, in occasione del 70esimo Congresso Italiano di Pediatria in corso a Palermo. “Il 30 per cento dei piccoli scossi violentemente muore – ha riferito Ferrara – e l’80 per cento riporta gravi danni permanenti: emorragie cerebrali, disabilita’, paralisi, cecita’, ecc. Eppure il 75 per cento dei genitori non sa che scuotere un bambino puo’ essere molto pericoloso. La causa scatenante e’ generalmente il pianto prolungato del neonato che determina nell’adulto una forma di frustrazione e di rabbia”. Lo scuotimento viene messo in atto nel tentativo di farlo smettere. “I ricercatori hanno dimostrato che esiste un periodo critico nello sviluppo del neonato – ha spiegato Ferrara – che va dalla seconda settimana al quinto mese di vita in cui il pianto puo’ essere molto frequente e inconsolabile. Questo periodo viene chiamato ‘Purple crying’ e corrisponde alla finestra temporale in cui si conta il maggior numero di casi di SBS. A questa eta’ i muscoli del collo e il cervello non sono sviluppati a sufficienza per resistere al trauma dello scuotimento. Negli Stati Uniti sono stati introdotti programmi di prevenzione per i genitori che insegnano a comprendere le ragioni del pianto, gestire la rabbia e comprendere i gravi effetti del maltrattamento”.
Salute, pediatri: la principale causa di morte dei neonati è lo “scuotimento”


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?