Come ampiamente prognosticato l’onda mobile di calore che nelle ultime 24-36 ore ha inglobato buona parte del bacino centrale del Mediterraneo, ha portato con se anche un imponente nuvola di polvere e pulviscolo desertico che ha offuscato i cieli delle Isole Maggiori, e di buona parte delle nostre regioni centro-meridionali. I tramonti “sahariani” di oggi sono stati regalati proprio da questo notevole apporto di pulviscolo desertico, che è riuscito ad arrossare i cieli, dandogli il tipico aspetto lattiginoso. Quello che notoriamente si osserva durante le intense ondate di calore provenienti dai deserti sabbiosi dell’Algeria orientale e della Libia occidentale. Le nuvole di polvere e pulviscolo desertico, come previsto, sono partite proprio dalla regione del Grande Erg (dune di sabbia) orientale, li dove si è sviluppata l’ondata di calore che in queste ore interessa le nostre regioni più meridionali, ed in modo particolare le nostre isole maggiori.
La presenza di queste ingenti quantitativi di polvere in sospensione segna anche il passaggio, nella media troposfera, di masse d’aria molto secche, d’estrazione desertica, che tendono ad inibire qualsiasi tipo di moto convettivo, dissipando gran parte della nuvolosità (a parte la presenza di banchi di cirri, cirrocumuli e cirrostrati, prodotti da infiltrazioni umide in quota). Le immagini del vapore acqueo anche in quest’occasione l’hanno dimostrato, raffigurando una vasta fascia di aria molto secca, che dall’Algeria e dalla Tunisia si propaga fino all’Italia centrale. Di solito le nuvole di polvere che provengono dalla regione del Grande Erg orientale hanno un colore giallastro, tendente al marrone chiaro, e sono molto diverse dalla polvere rossa, proveniente dai deserti più interni della Cirenaica, che nel periodo autunnale ed in inverno sovente raggiunge le nostre regioni meridionali, sotto impetuosi flussi sciroccali che partono proprio dal deserto libico.
Queste nuvole di pulviscolo desertico, sollevate fino alla media troposfera (sopra i 5000-6000 metri) e agganciate dall’alito sahariano da S-SO che domina in alta quota, dopo aver sorvolato il Canale di Sardegna e il Canale di Sicilia, si sono spinte verso NE, offuscando anche i cieli della Sicilia e della Calabria e della Campania, dove si sono riscontrate importanti velature che hanno reso i cieli lattiginosi. Ma il pulviscolo desertico si è poi espanso anche al resto del Tirreno e delle regioni centrali, dove i cieli sono stati in gran parte offuscati. Parliamo diparticelle di polvere microscopiche, ma ben addensate fra loro e per questo capaci di arrossare i cieli e le nuvole, specie nelle ore che precedono l’alba o il tramonto, quando i contrasti cromatici diventano molto intensi. Il pulviscolo desertico che sta sorvolando le nostre regioni meridionali e la Sicilia nei giorni scorsi è stato sollevato dai sostenuti venti orientali che in questo periodo spazzano con una certa forza tutta l’area del Sahara, sul settore a nord della linea dell’ITCZ (“fronte di convergenza intertropicale”) attestata sull’Africa sub-sahariana, fra il sud del Mali e il Niger meridionale.
In genere queste particelle di polvere, molto leggere e sottili, una volta agganciate dalle correnti ascensionali che si originano nell’area poco a nord dell’ITCZ (dove l’attività convettiva è molto forte anche per l’azione della depressione termica al suolo che spinge l’aria calda verso l’alto, fino ad una determinata quota), tendono a salire di quota aggirando dal bordo meridionale e occidentale il possente anticiclone sub-tropicale libico-algerino, che in questo periodo dell’anno dispone i propri massimi barici al suolo ed in quota sull’entroterra desertico marocchino, algerino e libico.Quando il promontorio anticiclonico nord-africano si protende sul mar Mediterraneo (come in questo caso) queste nuvole di pulviscolo risalgono dal suo bordo occidentale per raggiungere la Spagna, il “mare Nostrum”, l’Italia o la Grecia. Il loro passaggio in quota di solito contribuisce a velare pesantemente i cieli o a dargli quell’aspetto lattiginoso da tutti osservato durante le tradizionali ondate di calore.
Va ricordato che le nuvole di pulviscolo che interessano il Mediterraneo e l’Europa meridionale non hanno nulla a che vedere, come estensione e durata, con quelle ciclicamente espulse dai venti di “Harmattan” (il corrispondente dell’Aliseo di NE sopra l’area sahariana ed il Sahel), dal Sahara occidentale verso l’oceano Atlantico, dove ogni anno vanno a depositarsi ingentissimi quantitativi di polvere desertica. Basti pensare che nel mese di Giugno del 2007 dai deserti del Sahara occidentale era stata espulsa una enorme nuvola di polvere che è stata in grado di offuscare i cieli sopra l’Atlantico tropicale per svariati giorni, contribuendo a raffreddare le acque superficiali oceaniche, con un conseguente rallentamento dell’attività degli uragani. Le nuvole di polvere che hanno invaso le nostre Isole Maggiori e le regioni più meridionali solo dalla serata odierna tenderanno ad allontanarsi verso lo Ionio e la Grecia meridionale, grazie all’ingresso dei più temperati venti di ponente e maestrale che scacceranno la calura in direzione delle coste libiche e del basso Mediterraneo.


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