“Scie Chimiche” e termocamera: smontata la smentita? L’ennesima bufala contro-smentita!

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Le bufale, purtroppo, hanno un difetto… grosso peraltro: abituano il lettore a far prevalere il lato isterico-emotivo sul lato razionale, e dunque abassano il quoziente intellettivo medio. La bufala fa leva sulla paura: della morte e delle malattie. Lo fa con una tecnica di suggestione, senza portare mai prove decisive per argomentare la propria teoria. Spesso inoltre confonde i piani, utilizzando a casaccio termini scientifici. Ultimamente ci si accusa di essere “telecomandati” e “pagati” da chissà quale misteriosa entità governativa: “…. A seguito della pubblicazione del nostro breve articolo in cui si relazionava circa il test di una scia chimica con una termocamera Flir serie E8, immediatamente si è avuta la risposta sulle pagine di MeteoWeb, attraverso le parole dei telecomandati di turno, Angelo Ruggieri e Simone Angioni. Il testo dal titolo reboante e derisorio mostra tutta la pochezza e la superficialità, nonché il disprezzo che questi signori hanno per il pubblico che ancora li legge e per la verità….”.

Da sempre l’intento di MeteoWeb è stato quello di diffondere una più che corretta informazione, stimolando l’opinione pubblica ad una riflessione e ad un confronto sul reale significato della ricerca scientifica, sui suoi risultati ed anche sui suoi inevitabili rischi. Probabilmente questo genere d’informazione (corretta) può e deve aver dato fastidio a qualcuno che “…osserva, ed empiricamente prende delle conclusioni”. Ci rincresce davvero smontare per l’ennesima volta le teorie complottiste (affidate questa volta ad una mansueta termo camera) ma, purtroppo (o per fortuna!), il giornalismo, volente o nolente, è l’insieme delle attività e delle tecniche (redazione, pubblicazione, diffusione, ecc.) volte a diffondere e a commentare notizie tramite ogni mezzo di pubblicazione. MeteoWeb non ha alcun “gioco”, si affida agli esperti del settore e riporta il loro parere.

A tale proposito concediamo, volentieri, il diritto di replica al Dott. Simone Angioni (ricercatore presso l’Università degli Studi di Pavia, fondatore di Scientificast.it , indagatore del mistero e consulente scientifico del Cicap) bollato, al pari del sottoscritto e della redazione di MeteoWeb, come telecomandato di turno.

Vista la frettolosa contro smentita che mi tira in balloreplica Angionici terrei a  precisare che:
1) Leggendo il manuale d’utilizzo della Termocamera Flir serie E8 non si trova la dicitura “out of range” nel caso di temperatura al di fuori dall’intervallo di utilizzo.
2) Affermare che la termocamera possa vedere anche a 5 km non significa che a quella distanza la misura sia affidabile. Vedere e misurare sono due cose diverse.
3) Leggendo il manuale (glossario p.30) viene espresso chiaramente che l’emissività varia da 0 a 1. L’intervallo riportato nella smentita è completamente inventato e non trova riscontro nel manuale che invece dice che un intervallo comune è tra 0,1 e 0,95. Il manuale (p. 18 e 33) spiega come impostare l’emissività senza alcun cenno alla presenza di autocalibrazione ed infatti nel video l’emissività rimane settata sempre a 0,8. A p.35 invece viene detto come settare un valore preciso di emissività in caso si misurino materiali non standard. In quella pagina viene detto che per misurare l’intensità di radiazione si deve impostare l’emissività a 1.
4) Non è stato comunque chiarito come siano stati impostati gli altri parametri ovvero la distanza dall’oggetto e l’umidità relativa. Su quest’ultima il manuale (p.36) dice che per brevi distanze può essere impostata al 50%, ma qui non siamo certo in queste condizioni.
5) Nel manuale esistono numerosi esempi di applicazioni a qualche metro o addirittura pochi centimetri. La distanza tipica a cui può arrivare un laser non vuol dire niente. La distanza a cui arriva in fascio di luce dipende dalle condizioni atmosferiche come sanno bene quelli che vivono in Pianura Padana in mezzo alla nebbia. Inoltre il fatto che un laser “tiri” 4km non ci dice nulla sulla capacità dello strumento di misurare oggetti a tale distanza. Posso illuminare una casa a 100 metri di distanza, ma questo non vuol dire che il mio occhio può contare il numero di viti che ci sono alle finestre.
6) L’autore del video, sul canale youtube, afferma semplicemente che “…basta leggere la temperatura scritta sul monitor, non serve mica una laurea…”. Ciò denota un’estrema approssimazione ed ingenuità nell’utilizzo di uno strumento complesso. Per realizzare delle termografie affidabili bisognerebbe essere dei professionisti, non basta saper leggere la temperatura che esce sullo schermino”.

Naturalmente il sottoscritto, d’accordo con la redazione di MeteoWeb e proprio in virtù del principio della completezza dell’informazione, non si è “soffermato” al solo al parere del consulente del CICAP, bensì ha chiesto ed ottenuto (a mezzo email) un parere da un tecnico della PCE (vedi immagini a fondo articolo), azienda all’avanguardia nello sviluppo tecnologico degli strumenti di misura, termocamere FLIR comprese. La risposta del tecnico non lascia spazio a nessun’altra replica, se non tentare d’inficiare addirittura l’autenticità della mail stessa. “ ….infine arriviamo al messaggio di posta elettronica che, in tutta evidenza, è un falso. Perché? Per tre motivi fondamentali. a) Perché la ditta è in ferie, come riportato in questa email. b) Perché la firma in calce non corrisponde a quella che abbiamo ricevuto noi. c) Perché la firma oscurata risulta essere posticcia!…. ”.

Non intendiamo concedere ulteriore spazio al nulla ed optiamo per chiudere con una citazione del giornalista Paolo Attivissimo il quale, a precisa domanda, definisce le scie chimiche “aria fritta con contorno di bufala e grana”.