Per otto anni, dal 1990 al 1998, e’ stato pilota dei Tornado ed ha partecipato a numerose missioni internazionali: il comandante Giovanni Galiotto, ora presidente dell’Anpac, l’Associazione Nazionale Piloti Aviazione Commerciale, ha visto e rivisto le immagini dell’esplosione seguita alla collisione tra i due aerei militari sul cielo di Ascoli Piceno. “Davvero inspiegabile – dice – ho un’esperienza di volo consolidata sui Tornado, ma proprio non riesco a farmi un’idea. Fattore umano? Guasto tecnico? Non so dire”. “Ogni volo – spiega – e’ pianificato a terra e nulla, ma proprio nulla, e’ lasciato al caso. E’ veramente difficile immaginare quel che puo’ essere accaduto”. Il comandante Galiotto sottolinea che I jet militari possono volare “in parallelo, ad una distanza l’uno dall’altro di circa 2,5 chilometri; in coppia stretta, a 4-5 metri (come nel caso delle Frecce Tricolori); o secondo la procedura ‘fighting wing’, distanziati di circa 300 metri. In tutti i casi il pilota di un aereo sa dove si trova l’altro aereo, nulla e’ affidato al caso neppure per un istante. Ecco perche’ e’ davvero incredibile quel che e’ accaduto”. Quanto all’ “impatto ortogonale o perpendicolare” tra i due Tornado, di cui si e’ parlato in questi giorni, “il calcolo della probabilita’ che cio’ sia avvenuto e’ infinitesimale, un’eventualita’ davvero bassissima”. Che idea, dunque, il comandante Galiotto si e’ fatto della collisione in volo? “Nessuna: farsi un’idea in casi del genere e’ un errore. Bisogna solo attendere con serieta’ i tempi dell’inchiesta”.
Scontro tra caccia, l’esperto: “volavo sui Tornado, quanto accaduto è inspiegabile”


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?