Ricerca: i test su Samantha Cristoforetti possibili nonostante l’esplosione del razzo Antares

Ricerca: i test su Samantha Cristoforetti possibili nonostante l’esplosione del razzo Antares

cristoforetti missione futuraI test medici sul circolo sanguigno cerebrale di Samantha Cristoforetti, prima donna astronauta italiana nello spazio, “potranno essere realizzati grazie all’invio di un nuovo razzo della Nasa che le porterà la parte dell’attrezzatura” persa nell’esplosione del missile Antares, il 29 ottobre. Paolo Zamboni rassicura sull’esperimento ‘Drain Brain’ realizzato grazie a dispositivo di sua invenzione. Zamboni, medico e ricercatore noto per avere ipotizzato la relazione tra insufficienza venosa cronica cerebrospinale e sclerosi multipla, spiega che l’astronauta italiana “ha con sè l’attrezzatura che servirà nei primi 10 giorni di adattamento”. L’esperimento, spiega il medico all’Adnkronos Salute, è diviso in due parti. “Nella prima fase – precisa – Samantha utilizzerà l’ecodoppler, che ha imparato ad usare nella sperimentazione a terra, previsto nei primi 10 giorni”. Nella seconda fase “dovrà utilizzare un collare (il pletismografo o collare pletismografico) con sensori per la misurazione del circolo cerebrale. Questo collare, di cui un esemplare è stato perso nell’esplosione, sarà recapitato a Samantha, ci hanno assicurato, con un razzo supplementare in tempo utile”. L’obiettivo dello studio, aggiunge Zamboni, “è quello di capire se è possibile misurare e indagare a distanza la circolazione cerebrale con strumentazioni semplici. I risultati saranno utili in telemedicina, per le applicazioni sulla terra, in luoghi difficili da raggiungere”. Ma “ci aspettiamo anche dati per migliorare la conoscenza, in termini fisiologici, della circolazione cerebrale, scoprendo il peso e la portata dell’assenza di gravità nel regolare la circolazione. La nostra ipotesi è che la gravità rallenti il circolo cerebrale, fenomeno comune a molte malattie neurodegenerative. La mia speranza è che questa ipotesi sia corretta. In questo modo potremo trasportare le conoscenza emerse dallo studio alle malattie neurodegenerative”. Prima della partenza la circolazione dell’astronauta è stata studiata approfonditamente e i dati potranno essere confrontati con quelli acquisiti nello spazio.

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