La corsa a competere con WhatsApp, si arricchisce di un’altra chat, questa volta tutta italiana. Si chiama WhichApp, un nome non troppo diverso dalla rivale, e permette di fare le stesse cose dell’applicazione di proprieta’ di Mark Zuckerberg e anche qualcosa di piu’, come la traduzione simultanea dei messaggi. Il team che lavora al progetto e’ composto da sette persone, eta’ media 34 anni. L’app e’ stata inserita anche da Grata Research, una societa’ di analisi statunitense, nella mappa interattiva che monitora e segnala le chat piu’ importanti del mondo. Dopo Indoona – l’app sviluppata da Tiscali – con WhichApp il nostro paese riprova a rosicchiare il colosso WhatsApp, che ha superato quota 600 milioni di utenti attivi al mese. La chat e’ gratuita ed e’ stata rilasciata su Apple Store ad agosto 2014, ma e’ disponibile anche su Play Store, per i dispositivi con sistema operativo Android. “Lo scorso 15 dicembre l’app ha superato i 30mila utenti, nell’ultimo mese sono stati scambiati oltre 700mila messaggi, con un trend in crescita, +125% nell’ultima settimana. Contiamo di raggiungere 2 milioni di utenti nell’autunno del prossimo anno”, spiega all’ANSA Mauro Lodadio, manager di Asset Consulting Service Group (ACS), la societa’ che ha sviluppato il progetto. L’applicazione permette di inviare messaggi di testo, audio, video e foto senza pero’ mostrare lo stato “online”, la data e l’ora dell’ultimo accesso (come invece fanno altre chat). E’ possibile anche sfruttare la modalita’ ‘Ghost’, che cancella automaticamente i messaggi inviati, dopo pochi secondi dalla lettura (come fa Snapchat, l’app popolare tra i giovanissimi). E anche chattare con nuovi utenti che utilizzano l’applicazione grazie alla funzione ‘Search’ integrata. L’asso nella manica e’ il traduttore intelligente: all’invio del messaggio lo traduce automaticamente nella lingua del destinatario (e viceversa). Le lingue supportate, oltre all’italiano, sono cinese, inglese, francese, tedesco, russo, arabo, spagnolo, portoghese e giapponese. Tutta l’infrastruttura e’ protetta da certificati Symantec Norton Secured, leader di mercato nella crittografia. Oltre al bonus delle traduzioni simultanee dei messaggi, l’app e’ attenta alla privacy: quando un utente si registra viene assegnato un ‘Pin’ che puo’ essere condiviso al posto del numero di telefono, tenendo questo segreto. Il sistema delle spunte – che di recente ha fatto infuriare gli utenti di WhatsApp, per la doppia spunta blu – e’ presente anche su WhichApp ma con due sole modalita’: la spunta gialla indica che il messaggio e’ stato inviato, quella verde che e’ stato recapitato allo smartphone del destinatario. Gran parte degli utenti di WhichApp, il 91%, sono italiani ma il restante 9% e’ distribuito su diversi paesi del mondo (Stati Uniti, Inghilterra, Russia, Francia, Germania, Spagna e anche Cina). “Il progetto – spiega Lodadio – e’ stato realizzato sino ad oggi con l’apporto della societa’ ACS e di alcuni amici stretti che ci hanno creduto. Non ci sono finanziatori istituzionali o incubatori. Il fund raising in Italia difficoltoso, per questo un progetto come il nostro, a malincuore, deve guardare all’estero piu’ che al Bel Paese”.
Ecco WhichApp: la risposta italiana a WhatsApp


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