Arriva la primavera e sul deserto dell’Arabia Saudita scoppiano i primi temporali

maltempo_arabia_saudita_3Con l’arrivo della primavera in Arabia Saudita, come negli altri paesi della penisola Arabica, inizia la stagione delle piogge, delle tempeste di sabbia (qui chiamate “Haboob”) e dei temporali. In queste ore diversi “Clusters temporaleschi” si stanno formando sul settore occidentale dell’Arabia Saudita, dove assumendo un notevole sviluppo verticale tendono ad essere letteralmente stirati dal ramo principale del “getto sub-tropicale” che scorre sopra la penisola Arabica. Molti di questi temporali, come al solito, sono nati sui monti dell’Arabia Saudita occidentale e dello Yemen, generando intense manifestazioni temporalesche, con locali acquazzoni accompagnati da frequenti fulminazioni, tuoni e colpi di vento. Le immagini satellitari stanno mostrando come buona parte di queste “Cellule temporalesche” e “Clusters” si stanno sviluppando lungo il versante occidentale della catena montuosa del Jabal Al-Hijaz, che taglia di netto il settore occidentale della penisola Arabica, separando l’altopiano desertico interno (altopiano di Najd) dalle coste affacciate al caldo mar Rosso.

4581864919_b5d8ba991fDel resto non per caso i temporali più forti si formano a ridosso delle grandi montagne affacciate sul mar Rosso, in presenza di umide correnti occidentali nella media troposfera, le quali scaricano quella poca umidità raccolta sopra il caldo mar Rosso sulle pareti occidentali del Jabal Al-Hijaraz, venendo poi costrette a sollevarsi verso l’alto dopo aver impattato con i primi comprensori montuosi presenti dietro la costa occidentale saudita e yemenita. Durante il sollevamento forzato verso l’alto la massa d’aria tende ad espandersi e a raffreddarsi, salendo di quota e favorendo la rapida condensazione del vapore acqueo e la formazione di grossi annuvolamenti a sviluppo verticale (cumuli, congesti e cumulonembi) che vengono ulteriormente alimentati dal calore latente presente nei bassi strati, tanto da assumere un importante sviluppo verticale.

rain_in_ksaMa un altro fattore che esalta l’instabilità diurna lungo le montagne dell’Arabia Saudita occidentale e dello Yemen è senza dubbio legato al passaggio del ramo principale del “getto sub-tropicale” in quota, nell’alta troposfera. Difatti, la “corrente a getto sub-tropicale”, transitando sopra lo strato di aria molto calda e secca che in questo periodo comincia a formarsi sopra le vaste superfici desertiche della penisola Arabica, soggette ad un prevalente regime anticiclonico in quota (anticiclone dinamico permanente sub-tropicale), tende a produrre forti turbolenze atmosferiche (per il vuoto d’aria in alta quota prodotto dallo scorrimento veloce del ramo principale del “getto sub-tropicale”) che innescano la nascita di violenti moti convettivi (correnti ascensionali).

ISS2_thumb[2]In questo caso l’attività convettiva sul territorio saudita viene ulteriormente esaltata da una notevole divergenza esistente fra le deboli correnti dai quadranti orientali (o da SE), che soffiano nei bassi strati sopra il vasto entroterra desertico Arabico, e il fortissimi “getto sub-tropicale” occidentale (proveniente dalla regione sahariana), che scorre nella medio e alta troposfera, con massimi di velocità superiori ai 200-220 km/h sopra i 9000 metri, sopra i cieli dell’Arabia Saudita centrale e il golfo Persico. Questa rilevante divergenza, inasprita dal passaggio del ramo principale del “getto sub-tropicale” nell’alta troposfera mentre nei bassi strati insiste una debole ventilazione dai quadranti orientali o sud-orientali, crea molte turbolenze, soprattutto in quota, esaltando i moti ascensionali in seno alla colonna d’aria. La caratteristica di questi temporali è quella di essere caratterizzati da forti “Updrafts”, visto il potenziale termico presente nei bassi strati (aria molto calda d’origine sub-tropicale continentale) che fanno esplodere verso l’alto il cumulonembo, facendogli raggiungere delle altezze considerevoli, ben oltre i 10-12 km di spessore (anche più).

middle_east_lightningA tali quote le incudini dei cumulonembi tendono ad essere spazzate dai violentissimi venti della “corrente a getto sub-tropicale” (di solito provengono da Ovest o O-SO) e si portando a notevole distanza dalla base dei cumulonembi, divergendo verso est e assumendo il tipico asse obliquo, ben identificabile dalle moviole satellitari. Lo sviluppo di questo asse obliquo comporta una importante perdita di aria (dalla sommità) che tende ad essere dispersa dal “getto“ stesso. In questi casi, per la perdita di molta aria pilotata dai bassi strati dai moti ascensionali, la “Cellula temporalesca” o il sistema convettivo a mesoscala è costretta a richiamare altra aria calda dall’ambiente circostante, intensificando notevolmente il temporale che può divenire veramente forte, apportando precipitazioni molto forti accompagnate da impetuose raffiche di vento prodotte dai “downburst” (forti correnti discendenti che raggiungono il suolo e tendono a divergere orizzontalmente in più direzioni).

semb0Alcune di queste “Cellule convettive”, spinte dal forte “getto sub-tropicale” verso est, tendono a dissiparsi. Alcuni di questi temporali, dopo essersi sviluppati sui rilievi del Jabal Al-Hijaraz, tendono a spostarsi molto velocemente fino al cuore dell’entroterra desertico saudita, interessando da vicino pure la capitale Ryadh, apportando dei rovesci di pioggia e dei brevi temporali, che possono essere accompagnati pure da colpi di vento violenti e turbolenti (come capita nei temporali ad asse obliquo), generalmente dai quadranti occidentali, e attività elettrica, anche intensa. I fenomeni temporaleschi dovrebbero esaurirsi entro la serata, dissipandosi in estesi banchi di nubi medio-alte che verranno spazzate dal “getto sub-tropicale” verso il Golfo Persico e le coste dell’Iran meridionale.