Firenze: apre al pubblico il più grande orto botanico in Italia

LaPresse/Xinhua

Oggi è stato inaugurato il primo ‘anello’ di questo grande progetto, il Parco Romantico della Regina

Apre al grande al pubblico e alla ricerca il più grande orto botanico in Italia che si estende per circa 50 ettari fra il comune di Firenze e il comune di Fiesole con 12 chilometri di sentieri. Oggi è stato inaugurato il primo ‘anello’ di questo grande progetto, il Parco Romantico della Regina così chiamato per rendere omaggio alla Regina Vittoria d’Inghilterra che lo inaugurò nel 1893. Un lavoro di riqualificazione realizzato dalla Fattoria di Maiano che è cominciato nel 2010 su una idea dei primi anni ’90 e che sarà concluso nel 2020. Il progetto coinvolge un’area boschiva a nord e un’area agricola nella parte meridionale che sarà invece dedicata alla ricerca e alla didattica. Dopo un accurato studio delle caratteristiche ambientali e della vegetazione dell’area boschiva sarà avviato prossimamente un progetto sperimentale che potrà vedere la collaborazione con l’Università e avrà come obiettivo quello di rendere l’area un ‘laboratorio’ a cielo aperto. ”Sarà un progetto sperimentale – spiega Massimiliano Petrolo, naturalista che sta partecipando allo sviluppo dell’area – perché abbiamo la possibilità di lavorare su un territorio che, al di là dell’importante estensione, presenta particolari caratteristiche ambientali e al cui interno troviamo ecosistemi totalmente diversi a pochi metri di distanza l’uno dall’altro. Diventerà un vero e proprio laboratorio a cielo aperto nel quale, nei prossimi mesi, proveremo ad inserire negli habitat presenti specie di piante con diverse affinità ecologiche, per studiare l’evoluzione dei nuovi ambienti creati e portare avanti nuovi impianti sperimentali”. “Boschi, prati, aree umide, rupi, distribuiti su circa mezzo milione di metri quadrati, saranno lo scenario ideale per realizzare combinazioni diverse. L’unicità di questo luogo è data da molteplici fattori: 500.000 mq articolati fra le colline boscate sotto al Monte Ceceri, un corso d’acqua che attraversa tutta la proprietà, aree agresti composte da oliveti, prati, frutteti. Un luogo con estrema variabilità di ambienti che difficilmente possiamo ritrovare in altre aree della Toscana e del nostro paese concentrate in uno spazio di queste dimensioni”, conclude Petrolo. ”Oggi – spiega Francesco Miari Fulcis, della famiglia proprietaria della Fattoria di Maiano e responsabile del progetto – inauguriamo la prima parte di un progetto che vuole riportare l’intera area agli antichi splendori senza perdere di vista ricerca e innovazione. In passato questo territorio è stato il simbolo dell’epoca illuminista e della presenza inglese e investire per riqualificarla sembrava per la nostra famiglia il modo migliore per rendere omaggio ad un luogo che fu, fra le altre cose, l’ambiente di lavoro di personaggi illustri come Leonardo da Vinci, Michelangelo, Benedetto e Giuliano da Maiano e Boccaccio.”