In generale la presenza straniera si concentra nelle regioni del Centro-nord, ma non mancano casi particolari come quello della collettività ucraina, insediata stabilmente in Campania
Gli stranieri residenti in Italia sono cittadini di un Paese europeo per oltre il 50% (oltre 2,6 milioni di individui), di un Paese dell’Unione per poco meno del 30% (1,5 milioni). La restante parte proviene dagli Stati dell’Europa centro orientale non appartenenti all’Ue (1,1 milioni). Gli Stati africani sono rappresentati per un ulteriore 20%, prevalentemente da cittadini di Paesi dell’Africa settentrionale (13,5%) e occidentale (5,7%). Più o meno la stessa quota sul totale (20%) spetta ai cittadini dei paesi asiatici: si tratta per entrambi i continenti di circa 1 milione di persone. Il continente americano conta meno di 400 mila residenti in Italia (7,7%), quasi tutti cittadini di Paesi dell’America centro meridionale (7,4%).
Completano il panorama, con percentuali molto esigue, i cittadini dell’Oceania e gli apolidi. Complessivamente, il numero delle diverse nazionalità residenti presenti è di poco inferiore a 200. Lo rileva l’Istat nel Bilancio demografico nazionale relativo all’anno 2014. Le prime dieci cittadinanze in ordine di importanza numerica da sole raggruppano quasi il 65% del totale dei residenti stranieri (3.251.670 individui), le prime cinque oltre il 50% (2.563.260). A livello nazionale la collettività più numerosa è quella rumena con 1.131.839 residenti, il 22,6% del totale. Seguono i cittadini dell’Albania (490.483, il 9,8%), del Marocco (449.058, il 9,0%), della Cina (265.820, il 5,3%) e dell’Ucraina (226.060, il 4,5%). A livello territoriale disaggregato, almeno nei comuni con una certa presenza straniera, il ventaglio delle cittadinanze rappresentate risulta normalmente piuttosto ampio. Le diverse collettività mostrano del resto modelli insediativi molto differenti tra loro, con riferimento alla distribuzione sul territorio, alla composizione per genere, alla dimensione dei nuclei familiari e spesso anche all’attività lavorativa svolta nel nostro Paese (tanto che per alcune collettività si parla di vere e proprie “specializzazioni produttive”). Se in generale la presenza straniera si concentra nelle regioni del Centro-nord, non mancano casi particolari, come quello della collettività ucraina. Si tratta di una collettività di relativamente recente immigrazione, composta per quasi l’80% da donne, singole, in età adulta (intorno ai 50 anni). Quasi il 20% dei cittadini ucraini risiede in Campania, in particolare nelle zone del napoletano e limitrofe. Vi sono poi collettività di più antico insediamento, come quella filippina. I cittadini filippini residenti in Italia mostrano un rapporto tra i sessi molto più equilibrato (le donne sono poco più del 56%) e un’età media più giovane. La distribuzione sul territorio si polarizza soprattutto attorno ad alcuni sistemi metropolitani come Roma, Milano, Bologna e Firenze. Un’altra comunità numericamente importante che si è caratterizzata per la concentrazione in Alcune zone del territorio è quella cinese. Da alcuni poli principali come Milano, Firenze-Prato e Roma, si è nel tempo diffusa ampiamente anche altrove, specie nel Nord-est della dorsale adriatica e anche nell’area del napoletano. La comunità cinese presenta un rapporto tra i sessi equilibrato, ed è solitamente strutturata in famiglie. Come i filippini, anche i marocchini sono una comunità di antico insediamento in Italia. Rispetto ai primi, tuttavia, questi ultimi mostrano un’ampia diffusione sul territorio: il Nord (soprattutto il Nordest), la costiera nord-adriatica, la Campania e il Lazio. Gli uomini sono il 54,1%. I cittadini rumeni sono aumentati molto nel numero, soprattutto dopo il 2007, e oggi l’intero territorio è interessato dalla presenza rumena. La graduatoria dei primi cinque Paesi di cittadinanza degli stranieri residenti in Italia resta immutata rispetto all’anno precedente, tuttavia le diverse collettività nel corso del 2014 hanno subito incrementi di entità e a volte anche di segno differenti. Con riferimento ai contingenti più rappresentativi si segnala soprattutto l’incremento dei cittadini Rumeni, cresciuti del 4,7% rispetto al 1° gennaio 2014. Una crescita consistente l’hanno fatta registrare anche gli Indiani, che aumentano del 3,8% raggiungendo i 147.815 residenti, i Bengalesi (+3,7%, 115.301), i Cinesi (+3,5%, 265.820), i Filippini (+3,4%, 168.238) e gli Ucraini (+3,2%, 226.060). Incrementi elevati si registrano anche per altri Paesi africani quali Egitto (+8,0%) e Nigeria (+6,5%) e per nazionalità meno rappresentate quali quella libica (+13,1%) e somala (+12,3%). Più che raddoppiati nel 2014 i cittadini del Gambia, mentre registrano un aumento pari quasi al 40% quelli del Mali; aumentano anche gli Afghani (+15,4%). Sempre tra le cittadinanze prevalenti risultano in diminuzione i contingenti di Marocchini (-1,3%, -5.715) e Albanesi (-1,1%, -5.226). In calo anche le presenze di Moldavi (-1,4%, -2.046) e di Peruviani (-0,2%, -183). Questa riduzione, che si segnala per la prima volta, è strettamente collegata all’incremento dell’acquisizione di cittadinanza italiana, particolarmente rilevante in valore assoluto e percentuale nel 2014, proprio per le collettività citate.


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