Gli studiosi sono riusciti a tracciare dove e quando i newyorkesi si lamentano di rumore, parcheggi o delle bevute dei loro vicini
I quartieri con i vicini piu’ litigiosi? Non sono quelli dove c’e’ un forte divario sociale o popolazioni diverse mescolate ma quelli, invece, che ospitano comunita’ omogenee. Lo hanno verificato, grazie ad un algoritmo, i ricercatori guidati da Joscha Legewie della New York University. Analizzando 311 lamentele arrivate dal 2009 al 2013 al centro governativo di informazioni, e servendosi dello stesso algoritmo impiegato dagli ingegneri per rilevare bordi e margini, gli studiosi sono riusciti a tracciare dove e quando i newyorkesi si lamentano di rumore, parcheggi o delle bevute dei loro vicini. Hanno cosi’ constatato che queste lamentele, tipiche della vita urbana, sono piu’ frequenti nelle aree in cui ci sono due comunita’ omogenee e i confini sociali tra i vari gruppi non sono molto definiti. ”I conflitti tra vicini sorgono – spiega Legewie – non dalla separazione o mescolanza di popolazioni diverse, ma come il risultato di confini sfocati tra quartieri omogenei. In queste aree sono piu’ frequenti i conflitti perche’ possono spaventare e minacciare la vita della comunita’ vicina e incoraggiare ambiguita’ sul territorio del gruppo”. Precedenti studi avevano puntato il dito sulla diversita’ come spiegazione ai conflitti di vicinato, mentre questo studio arriva ad una conclusione opposta.



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