Alluvione Calabria, i dati pluviometrici ufficiali e definitivi. Piogge epocali, non succedeva...

Alluvione Calabria, i dati pluviometrici ufficiali e definitivi. Piogge epocali, non succedeva dal 1951 [DATI]

Alluvione Calabria, ufficiali e definiti i dati pluviometrici del disastro dei giorni scorsi: picchi di 750mm sulle Serre e 600mm in Sila

L’alluvione che ha colpito nei giorni scorsi la Calabria è stata devastante sul territorio con due morti in Provincia di Reggio (uno a Taurianova, l’altro a San Roberto), numerosi corsi d’acqua esondati e danni gravissimi. Nelle zone joniche hanno subito una vera e propria devastazione sia la SS106 Jonica che la storica ferrovia Reggio-Taranto, distrutte in più tratti nella zona più colpita, in provincia di Reggio, dove molti centri sono rimasti isolati per diversi giorni. E’ stato un evento eccezionale, provocato da un ciclone che ha colpito il Sud Italia a cavallo di Halloween e per questo l’abbiamo definito “la Tempesta di Halloween”: ha iniziato a piovere in modo debole il 29 ottobre, e ha smesso lunedì 2 novembre, ma il “clou” è stato nel weekend tra sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre.

pluviometroPer capire cosa significano i millimetri di pioggia, è bene illustrare a quanto ammonta un “millimetro”: nella misura della quantità di pioggia caduta si utilizzano i millimetri perché permettono di risalire facilmente al volume di acqua caduto su una certa superficie. La misura in millimetri corrisponde alla così detta altezza pluviometrica. Un millimetro di accumulo è pari come quantità a 1 litro caduto su una superficie di 1 metro quadrato. Dire ad esempio che la quantità di pioggia caduta in una certa località è di 20 mm, equivale a dire che su ogni area di 1 metro quadrato in quella determinata località sono caduti 20 litri di pioggia. Se si posizionasse al suolo un contenitore con una apertura di 1 metro quadro, troverei quindi al suo interno 20 litri. Per questo in alcune nazioni gli uffici preposti alla misura delle precipitazioni usano come unità il l/m2 (litro al metro quadrato). Una pioggia di 50-60mm, se si verifica in poche ore, può essere distruttiva infatti è difficile che i pluviometri manuali superino simili soglie nella loro scala.

Complessivamente, questi sono gli accumuli pluviometrici più rilevanti sul massiccio delle Serre durante l’evento alluvionale dei giorni scorsi:

  • Chiaravalle Centrale 746,4mm
  • Mongiana 504,4mm
  • Santa Caterina dello Ionio 498,2mm
  • Fabrizia 470,0mm
  • Serra San Bruno 435,8mm
  • Stignano 416,6mm
  • Palermiti 413,8mm
  • Punta Stilo 206,4mm
  • Soverato Marina 179,2mm

Ecco, invece, gli accumuli pluviometrici più rilevanti nel massiccio dell’Aspromonte:

  • Sant’Agata del Bianco 605,4mm
  • Canolo Nuovo 571,0mm
  • Platì 566,6mm
  • Roccaforte del Greco 524,4mm
  • Santa Cristina d’Aspromonte 520,4mm
  • Ardore Superiore 510,0mm
  • Cittanova 480,8mm
  • Molochio 458,2mm
  • San Luca 445,4mm
  • Gambarie d’Aspromonte 414,2mm
  • Bovalino Marina 383,8mm
  • Cardeto 340,6mm
  • Taurianova 309,2mm
  • Locri 273mm
  • Capo Spartivento 244mm
  • Scilla 208,6mm
  • Reggio Calabria 143,4mm

Come si può osservare dai dati, le piogge sono state straordinarie anche sulle coste anche se ovviamente i picchi più abbondanti sono stati concentrati nelle zone interne. In Aspromonte i fenomeni sono stati molto estesi su tutti i versanti, mentre sulle Serre concentrati nella fascia orientale.

CHiaravalle CentraleSulle Serre, Chiaravalle Centrale ha il record di 746,4mm: è un paese di 6.000 abitanti, uno dei principali centri delle Serre, a 545 metri di altitudine in provincia di Catanzaro. Non è situato su una dorsale esposta alle correnti orientali che hanno colpito la Calabria durante l’evento, ma si adagia sulle falde della collina Sorbia in un’ampia vallata. Non sono stati, quindi, fenomeni di “stau” a determinare accumuli così eccezionali, ma piogge concentrate nella zona. Piogge di proporzioni epocali.

Sant'Agata del BiancoIn Aspromonte spicca il dato di Sant’Agata del Bianco, uno dei piccolissimi comuni del reggino (appena 649 residenti): sorge a 436 metri di altitudine affacciato al mar Jonio, da cui dista pochi chilometri in linea d’aria: ben 605,4mm complessivi ma soprattutto il record di pioggia giornaliera di questo ciclone, con 370,4mm caduti domenica 1 novembre, che superano i 364,4mm di Chiaravalle nel giorno precedente, sabato 31 ottobre.

alluvione 1951Sono dati eccezionali: piogge così non si verificavano dalla disastrosa alluvione dell’ottobre 1951, il più grande disastro del ‘900 in Italia per entità ed estensione: un evento catastrofico che colpì in modo pesantissimo le zone orientali di Calabria, Sicilia e Sardegna. In Aspromonte nell’arco di sei giorni caddero punte di 1.770mm di pioggia, con un record giornaliero di 535mm nell’arco di 24 ore a Santa Cristina d’Aspromonte. Un evento drammatico che provocò 70 vittime, 4.500 senzatetto, 1.700 abitazioni crollate o distrutte, numerosi paesi abbandonati in Aspromonte.

Africo alluvione 1951Neanche la disastrosa alluvione del 21 ottobre 1953, due anni dopo (200 tra morti e dispersi nel territorio della provincia di Reggio Calabria) arriva ai valori pluviometrici di questi ultimi giorni: è stato un evento molto estremo e pesante, ma con piogge concentrate in poche ore. In un giorno caddero 362mm di pioggia a Badolato, 315mm a Stilo, 292mm a Montebello Jonico, 281mm a Motta San Giovanni, 262mm a Punta Stilo. A Reggio centro vengono distrutte 5.000 case con 4.000 senzatetto.

bivongi alluvione 1951Nella zona collinare della città straripavano alcuni torrenti con vaste frane in via Villini Svizzeri, provocando crolli di abitazioni in via Cappuccinelli e nei rioni di Tremolino, Pescatori, San Giovannello e San Vito. A San Gregorio, nella zona meridionale della città, molti ettari di colture pregiate venivano sommersi dalle acque e 11 persone morivano in seguito al crollo di alcune abitazioni; le frazioni di Trunca, San Giuseppe ed Occhio sono rimaste isolate a causa della piena di alcuni torrenti che sono straripati; altre vittime si sono avute a Saracinello, sorprese nel sonno dalle acque, ad Oliveto dove sono crollate 10 case e nei centri di Rosario e Valanidi. Le acque del torrente Sant’Agata hanno invaso rione Modena, mentre in provincia a Montebello 1.500 abitanti sono rimasti a lungo isolati a causa di una enorme frana che ha ostruito l’unica strada di accesso al paese e più a nord, sulle Serre, il fiume Ancinale travolgeva nei pressi di Serra San Bruno due pastori ed un ponte.

LaPresse/Adriana Sapone
LaPresse/Adriana Sapone

Fortunatamente, seppur con piogge altrettanto eccezionali, stavolta le conseguenze sono state meno catastrofiche. Nel giorno dopo s’è scatenata la “macchina del fango” anti-meridionalista, ben più pericolosa del fango stesso che con fatica i volontari stanno rimuovendo dalle zone colpite. Tanta retorica sull’abusivismo “tipicamente calabrese”, i vergognosi “ben gli sta”, “se la sono andata a cercare”. In realtà, soltanto per rimanere agli ultimi mesi, fenomeni molto meno gravi in termini di intensità pluviometrica hanno provocato decine di vittime nella ricchissima Costa Azzurra francese, nell’evoluta Emilia Romagna e in altre Regioni del Nord. La Calabria è una delle Regioni più piovose d’Italia con medie pluviometriche che proprio in Aspromonte superano abbondantemente i 2.200mm annui. E dopo la drastica riduzione delle piogge nella Regione tra gli anni ’70, ’80, ’90 e nella prima parte del nuovo millennio, è dal 2009 che si ripetono nuovamente eventi eccezionali con un trend di aumento significativo delle piogge. Monito importante per adottare le necessarie misure di prevenzione indispensabili ad evitare conseguenze gravi nei giorni in cui questi fenomeni si ripeteranno ancora.

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