Dall’ultimo rapporto ISTAT è emerso che sono in forte calo i controlli e le misure di contenimento relative all’inquinamento acustico
L’inquinamento acustico è una delle piaghe della società, e che molte città sono costrette a fronteggiare ogni giorno. Secondo gli ultimi dati ISTAT, solo nel 2014 sono stati presentati 2.000 esposti in diverse città. Dal rapporto dell’Istat denominato “Qualità dell’ambiente urbano fattori di pressione” è emerso che ogni 100 mila abitanti si contano almeno 11,2 esposti. Nei grandi comuni il numero si attesta intorno agli 8,4, invece nei più piccoli il tasso scende. In città quali Verona, Genova e Firenze il numero di esposti è superiore ai 15, mentre in città quali Bari, Reggio Calabria, Bologna e Napoli non si superano i 4,7. Il maggior numero di esposti è presentato ad Olbia, dove qui questi superano i 60; seguita da Trento, Siracusa e Modena. Dal rapporto è, però emerso che meno della metà dei comuni procede al controllo e solo 2 su 3 motivano il mancato controllo. Dall’analisi è emerso che solo per otto casi su dieci non è stato necessario adottare misure e in quattro casi su dieci, il cittadino stesso ha ritirato l’esposto. Il numero di controlli è in forte calo e questo preoccupa molti. Infatti, nel 2014 i controlli sono diminuiti del 15,8%. Il calo riguarda sia le segnalazioni perpetrate dai cittadini, che quelle richieste dalle amministrazioni. In comuni quali Bologna, Firenze, Genova e Messina sono stati attivati più di 10 controlli ogni 100 mila abitanti. Cagliari, Napoli e Trieste, invece, sono agli ultimi posti in materia di controlli. Dai controlli effettuati è emerso che in città come Firenze e Cagliari il rumore ha superato i limiti consentiti; accanto a queste, ma in modo ridotto, vi sono Genova, Verona e Reggio Calabria. I controlli riguardano in maggior misura attività commerciali, attività produttive, infrastrutture, ferrovie, porti e aeroporti. A superare il limite consentito sono perlopiù le strade, seguite dalle attività commerciali e dalle attività produttive.



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