31 dicembre, San Silvestro: patronati e leggende per un felice anno nuovo!

San Silvestro, patrono dei muratori e dei tagliapietre, era anche il patrono di un ordine cavalleresco chiamato Milizia Aurata. Tante sono le leggende legate alla sua figura. Eccone due tra le più note

Molte sono le basiliche realizzate all’epoca di Silvestro I, tra cui San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori le Mura e San Giovanni. Proprio perché fece edificare molte chiese, divenne patrono dei muratori e dei tagliapietre. Egli, però, era anche il patrono di un ordine cavalleresco chiamato Milizia Aurata, detta anche dello “Speron d’Oro”, fondato, secondo la tradizione, dall’imperatore Costantino in persona.

SAN SILVESTRO 3Nel corso dei secoli furono apportati cambiamenti e, nell’ambito di una vasta riforma, nel 1841 dalla Milizia Aurata fu separato l’Ordine di Silvestro Papa, con un proprio statuto e proprie decorazioni. Dal punto di vista iconografico, San Silvestro viene spesso rappresentato nell’atto di ammansire un drago o accanto ad una fonte battesimale, con evidente riferimento al sacramento impartito a Costantino. Secondo una leggenda, papa Silvestro I viveva in contemplazione sul monte Soratte quando l’imperatore Costantino di ammalò di lebbra. Gli aruspici, consultati prontamente dall’imperatore, gli indicarono, come unico mezzo di guarigione, l’immersione nel sangue di 3000 bambini, ma Costantino non se la sentì di guarire a quel prezzo. Appresa la notizia, allora, Silvestro montò su una mula bianca che si era materializzata dal nulla, giungendo al cospetto dell’imperatore agonizzante in soli 3 balzi miracolosi.

SAN SILVESTRO 4Grazie a San Silvestro, che gli somministrò il battesimo, l’imperatore guarì e, per riconoscenza, concesse al Papa il potere temporale con la cd “donazione di Costantino” che è, in realtà, uno scritto apocrifo. Ancora oggi, nei pressi di Rignano Flaminio, a Prima Porta e al Laterano, si possono vedere le presunte impronte dello zoccolo della mula. Ancora più curiosa è la leggenda secondo la quale il Santo taumaturgo sconfisse una terribile bestia. Si narra che, nei primi anni del IV secolo, un ferocissimo drago abitava una caverna ai piedi del Palatino, dal lato del Foro Romano… un drago particolarmente vorace che amava cibarsi di carne umana, tanto che la popolazione, atterrita, decise di rivolgersi a papa Silvestro il quale, tempo prima, aveva fulminato, con un segno di croce, un analogo mostro a Poggio Catino.  Anche stavolta il Pontefice riuscì, con le sue arti, ad avere la meglio sul drago.

SAN SILVESTRO VITA 1Secondo quanto narrato da Jacopo da Varazze nella sua “Legenda Aurea”, San Silvestro papa, entrato nella spelonca, disse all’animale: “In nome di Nostro Signore Gesù Cristo, che è stato crocifisso e che verrà a giudicare i vivi e i morti, ti proibisco di continuare a modere”. Quindi, legò la gola dell’animale con un filo di lana: questo perse completamente i denti e stramazzò a terra. Il Papa portò la carcassa all’altezza del tempio dei Castori e lì la seppellì. Nei pressi sorse, in seguito, la Chiesa di Santa Maria Antiqua, sulle cui rovine, nel XIII secolo, venne eretta Santa Maria Liberatrice che richiamava, nel nome, “libera nos a poenis inferni” (liberaci dalle pene dell’inferno) proprio perché il drago di San Silvestro veniva visto come un essere infernale. Si racconta anche di un toro, ucciso da un sacerdote ebreo e resuscitato da Pontefice ed è per questo che compare tra gli attributi del Santo insieme al drago e al fonte battesimale.