Un’enorme valanga si è staccata stamattina da Monte Nevoso in valle Aurina, in Val Pusteria. Diversi scialpinisti, che si stavano dirigendo verso la vetta ad oltre 3.000 metri, sono stati coinvolti dal distacco della slavina: i soccorritori hanno riferito di un fronte di 150 metri ed una lunghezza di 300 metri.
Sei morti accertati, coinvolti almeno dieci sciatori
E’ di sei vittime (Horst Wallner, 49 anni, austriaco; Margit Gasser, 32enne di Campo Tures; Matthias Gruber, 16 anni di Valle Aurina; Christian Kopfsguter, 21 anni di Villabassa; Alexander Patrik Rieder, 42 anni di Chienes; Bernhard Stoll, 43enne di Villabassa) ed un ferito il bilancio della valanga di enormi dimensioni distaccatasi dalla parte sommitale di Monte Nevoso (Schneebiger Nock, 3.358 metri, la seconda cima nel gruppo delle Vedrette di Ries, lungo la linea di confine tra l’Italia e l’Austria) in valle Aurina in Alto Adige. Altri otto alpinisti sono stati recuperati illesi. Un elicottero della Guardia di Finanza ha trasportato a valle le salme.
Tre gli elicotteri coinvolti nelle ricerche: le operazioni sono state particolarmente difficili perché per raggiungere il luogo in cui gli alpinisti sono stati colpiti dalla valanga gli elicotteri dovevano essere molto leggeri e potevano dunque portare poco carburante.
I soccorritori hanno riferito che alcune persone sono riuscite a riemergere con i propri mezzi dalla neve. “Raramente ci siamo trovati a gestire un intervento di soccorso di questa entità e di questa portata,” dichiara all’ANSA Rafael Kostner, il pioniere del soccorso alpino, ora alla guida di Aiut Alpin, organizzazione di elisoccorso impegnata sulla valanga della Valle Aurina. “I soccorsi sono estremamente difficili a causa dell’alta quota della disgrazia. Gli elicotteri hanno difficoltà a raggiungere in sicurezza quote oltre i tremila metri. Perciò si vola con pochissimo carburante e tutta l’attrezzatura superflua viene lasciata a terra“.
Tra le persone soccorse anche una turista austriaca: la donna era in stato di shock.
Il premier Matteo Renzi, impegnato a Parigi per il vertice dei progressisti, è in continuo contatto con la Protezione civile per seguire la sciagura della valanga.
Dinamica poco chiara

Sulla dinamica del distacco della valanga non c’è ancora chiarezza: secondo i soccorritori, il pericolo di caduta valanghe segnalato nell’area era soltanto di due su una scala di cinque. Sembra che si sia creato il fenomeno del sovraccarico nevoso, cioè uno strato di neve fresca che scivola su uno strato più duro di neve più vecchia. Potrebbe esserci stato un distacco spontaneo o un distacco da sovraccarico acuito dai forti venti in quota.
Secondo Giampietro Verza, ricercatore Everest K2 Cnr e guida alpina, sono diverse le concause della valanga: il 2015 è stato l’anno più caldo di sempre e l’autunno ha evidenziato una spinta inversione termica con temperature molto alte nelle sommità dell’arco alpino. “Questo ha comportato un’anomalia nella stratificazione nevosa. Inoltre, durante lo scorso week end c’è stata la precipitazione più importante dell’inverno, e quella neve non si è ancora stabilizzata. A inizio marzo si apre la stagione dello scialpinismo ma bisogna sempre valutare la storia del manto nevoso, con tutte le precauzioni di chi va in solitaria. Purtroppo di solito i gruppi, se non ben guidati, sono meno prudenti. Un fattore di peggioramento delle condizioni meteo locali può essere inoltre il Föhn, vento con massa d’aria calda proveniente da Nord che stamani, stando alle testimonianze, soffiava in quota, nell’area interessata dalla valanga. C’è poi un Bollettino delle valanghe, con rischi da 0 a 5, e bisogna capire se e’ stato preso in considerazione dai turisti quanto segnalato localmente.“
La Valle Aurina e il Monte Nevoso
La Valle Aurina fa parte della Val Pusteria ed è una delle zone più incontaminate dell’Alto Adige. Circondata da oltre 80 cime di montagna sopra i 3.000 metri ha un comprensorio sciistico molto apprezzato con oltre 30 chilometri di piste. Il Monte Nevoso è una meta sci-alpinistica considerata piuttosto difficile, molto frequentata alla fine della stagione, poco prima dell’inizio della primavera. La vetta si trova a 3.358 metri di altitudine, con una vista mozzafiato sulle vedrette di Ries, con il Collalto ed il Collaspro.
“La zona dove si è staccata la valanga che ha ucciso sei alpinisti in Valle Aurina è un grande triangolo, con il vertice rivolto verso la vetta,” dichiara il senatore Hans Berger. “Alla base di questo triangolo c’è un grande avvallamento. Se una slavina si stacca lassù, per chi si trova più in basso non c’è via di scampo e la neve si può accumulare per metri e metri“.
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