Candelora: festeggiamenti e credenze in Italia

Nelle tradizioni popolari è l’orso il protagonista del giorno della Candelora. Esso, in questa particolare ricorrenza, esce fuori dalla sua tana per vedere com’è il tempo e valutare se sia o meno il caso di uscire dal letargo. Si dice che se il tempo è nuvoloso, l’animale, con tre salti, annuncia l’arrivo della primavera; se invece, è chiaro e soleggiato, torna a dormire nella sua tana. Nell’arco alpino e in alcune regioni centro/meridionali, in tempi remoti, un montanaro/ domatore andava in giro da un paese all’altro, facendo ballare l’orso nelle piazze, celebrando il ritorno della luce e della bella stagione, con la sconfitta delle tenebre e del freddo.Vi è anche un’altra tradizione legata alla Candelora, detta “Lu Vecchio o Vecchione”.

CANDELORA ORSOSi racconta che il 2 febbraio di tutti gli anni, un essere mostruoso esca dai boschi, aggirandosi tra le case dei paesi alla ricerca di bambini, di cui è molto ghiotto. Quelli che lo hanno visto dicono che sia vestito di pelli e abbia le sembianze di un vecchio dalla barba folta e ispida, con braccia che diventano lunghissime per afferrare i bambini e divorarli all’istante. Nei racconti popolari il vecchio rappresenta l’inverno che si aggira, nella notte, intorno alle case, per rivendicare la propria presenza, urlando: “ O fore o non fore, quaranta giurni aggiu ancora”. Ma i festeggiamenti della Candelora sono davvero numerosi in Italia: se a Chiaromonte, in Sicilia, la vigilia della festa, le donne vanno a purificarsi in cima alla montagna, bagnandosi con la rugiada; in molti centri della Costiera Amalfitana il 2 febbraio è la festa dei pescatori e si celebra con la Santa Messa e uno spettacolo di fuochi d’artificio;a a Catania la Candelora si legata alla Festa di Sant’Agata e a Putignano, ancora oggi, un paesano, si traveste da orso mentre gli altri simulano il suo inseguimento.

CANDELORA ORSO 4L’orso viene portato in paese, dove ci si dedica a danze festose. Oristano e il mondo della Sartiglia, il 2 febbraio vivono il primo atto ufficiale in vista dell’antica giostra equestre con la nomina dei Componidoris, mentre a Martano si tiene una grande fiera in cui si vendono animali, soprattutto cavalli, attrezzi agricoli e macchinari. Rulli di tamburo e grancassa fanno il giro di Rampolla nella notte della Candelora … un rito che ricorda la devastazione subita dai rapollesi da Galvano Lancia, signore a servizio di Manfredi nel 1254. Attualmente si tratta di un evento giocoso che precede la festa di San Biagio.  La Diana è preceduta dal falò di San Biagio e tradizione vuole che, sotto le ceneri del falò, vengano messe patate novelle, segno di rinnovamento dello spirito, cotte con l’aggiunta di sale, mangiate con un buon bicchiere di vino aglianico.  Tante le credenze: si vuole che le galline, il 2 febbraio, ritornino a fare le uova (anche quelle più svogliate), tanto che un proverbio recita: “Per la Candelora torna l’uovo nel covo della gallina”; e si crede che le candele benedette in questo giorno abbiano il potere di allontanare, se accese davanti alla finestra, tempeste, grandinate, forze malefiche ma solo se sono state ricevute, dalla stessa persona, in chiesa e dal sacerdote.