Dopo la polemica per la turbina utilizzata per pulire il percorso di una processione a Montemonaco, nel pieno dell’emergenza neve, è finita di nuovo nell’occhio del ciclone la Curia di San Benedetto del Tronto per aver chiesto soldi per l’ospitalità ai terremotati accolti a Casa Gioiosa di Montemonaco, di proprietà della diocesi. La Curia ha chiesto al Comune di pagare per terremotati e volontari. L’amministrazione comunale ha replicato chiedendo quanto meno di non dover pagare per i volontari, fra cui i vigili del fuoco che avevano messo in sicurezza anche gli edifici religiosi. Una trattativa che era ferma a una differenza di circa 25.000 euro su un totale di 54 mila.
Inevitabile e’ scattata la polemica, anche sui social, con aspre critiche alla Curia e al vescovo Carlo Bresciani, che oggi e’ intervenuto per chiarire: “la Curia ha chiesto, come gesto di buona volonta’, all’ente gestore di Casa Gioiosa di rinunciare al suo diritto al rimborso, stabilito dal protocollo di collaborazione tra Regione e Anci Marche, che riguarda le strutture recettive ospitanti persone colpite dal sisma, importo comunque non a carico del Comune ne’ dei cittadini che qui hanno trovato pronta accoglienza, ma della sola Protezione Civile“. Mons. Bresciani ha specificato che “Casa Gioiosa si limitera’ a chiedere il puro indennizzo delle utenze documentate da fatture, comunque sempre a carico della Protezione Civile, e la rimessa in ordine al momento del rilascio della struttura”. Infine la rassicurazione: “La Curia ribadisce la volonta’ della Diocesi di continuare ad assistere moralmente, religiosamente ed economicamente le persone colpite dal sisma, come peraltro ha sempre fatto”.


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