E’ stato recuperato con l’elicottero della protezione civile, decollato da Tolmezzo (Udine), lo scialpinista rimasto sepolto sotto la slavina che si e’ staccata questa mattina a Sella Nevea. L’uomo, soccorso in arresto cardiaco e rianimato a lungo sul posto dai soccorritori della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, e’ stato accompagnato a valle con l’elicottero insieme all’equipe dei sanitari del 118 e trasferito in ambulanza per essere trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. A causa della nebbia, infatti, l’elicottero non puo’ atterrare a Udine. Nel frattempo sono state avviate le indagini per capire le cause, verosimilmente accidentali, che hanno provocato la slavina che ha coinvolto il gruppo di scialpinisti.
In totale si tratta di nove persone: due marchigiani, rimasti illesi, che hanno raggiunto il rifugio; cinque della Carnia, sfiorati dalla massa nevosa; degli altri due, uno ha una sospetta frattura a un ginocchio, l’ultimo e’ il piu’ grave, trasportato a Udine. Si e’ staccata intorno alle 11.30 la valanga che ha travolto il gruppo di scialpinisti nel Gruppo del Monte Canin a Sella Nevea (Udine), tra il Monte Golovec e Sella Prevala, ad una quota di 2.200 metri circa, nel tratto in traverso che collega il cosiddetto “sperone del Medon” alla sella. Il gruppo di persone investito dalla neve stava salendo dall’itinerario del Monte Poviz, diretto verso Sella Prevala. secondo quanto riferito dal Soccorso Alpino, si tratta di sette uomini, tutti provenienti dal tolmezzino e dalla Carnia. Il distacco e’ avvenuto mentre due elementi del gruppo si trovavano qualche decina di metri piu’ avanti rispetto agli altri.
Il fronte che si e’ staccato e’ di circa 200 metri, con una massa nevosa importante grazie ai 40-50 centimetri di neve fresca e fino ai due metri e mezzo di accumulo nello scivolamento della valanga finale, del tipo a lastroni. I due scialpinisti sono stati travolti e trascinati in basso. I compagni di escursione hanno messo subito in atto le manovre di autosoccorso, usando gli apparecchi da ricerca di sepolti in valanga (Artva) e hanno estratto con l’aiuto delle pale uno dei due, rimasto solo parzialmente sepolto e che ha una sospetta frattura al ginocchio. Il secondo e’ stato individuato piu’ tardi, piu’ in basso, sotto circa 2,2 metri di neve e in parte e’ stato dissepolto dagli stessi compagni. Altri due escursionisti, marchigiani, erano in zona in quel momento ma avevano raggiunto autonomamente il rifugio Gilberti, da dove parte la funivia per Sella Prevala.
Le squadre di soccorso, composte da Polizia, Guardia di finanza di Sella Nevea con unita’ cinofila, squadre del Cnsas FVG di Cave del Predil e di Moggio Udinese – in tutto 13 uomini – sono arrivati sul posto attorno alle 13.00 grazie agli impianti di risalita fino a Sella Prevala e poi con gli sci ai piedi traversando sotto il Golovec. Poco dopo e’ arrivato anche il medico rianimatore con l’elicottero della Protezione Civile che si e’ alzato in volo da Tolmezzo. Il secondo scialpinista e’ stato liberato dalla neve e portato a bordo del velivolo in stato di incoscienza e in grave ipotermia verso l’ospedale di Udine dove si attende una prognosi dai medici rianimatori del Pronto Soccorso.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?