Salute: fiume in rosa, regata sul Tevere per la Giornata della Donna

Una giornata di sport per la salute femminile, con il Tevere che si 'colorerà' di rosa

Una giornata di sport per la salute femminile, con il Tevere che si ‘colorerà’ di rosa. Sabato 22 aprile, in occasione della II Giornata nazionale per la salute della donna, si svolgerà alle 15 la regata ‘Fiume in rosa. 1000 colpi per la salute della donna’, organizzata dalla Fondazione Atena Onlus per le terapie neurochirurgiche avanzate. La Fondazione, attraverso il presidente Giulio Maira e la vice presidente Carla Vittoria Maira, è stata promotrice dell’istituzione della Giornata nazionale celebrata per la prima volta nel 2016. La manifestazione sul Tevere seguirà l’incontro scientifico che si terrà al ministero della salute alle 9, ed è organizzata in collaborazione con Simona Lavazza e l’associazione il ‘Rosa che Osa’, che promuovono iniziative sportive per le donne con tumore al seno. Sarà – spiegano gli organizzatori in una nota – un pomeriggio di sport sul Tevere in solidarietà alle donne con problemi oncologici, ma che più in generale vuole portare al centro dell’attenzione pubblica il tema della salute femminile. L’evento consiste in una regata non agonistica di imbarcazioni da canottaggio, canoe, dragon boat, gommoni da rafting, con a bordo sia donne che hanno subito un intervento al seno che donne sane, a testimoniare il sentimento di solidarietà e cooperazione femminile. L’iniziativa sarà ospitata dal Circolo Canottieri Aniene, dove alle 15 è prevista la partenza delle imbarcazioni e dove saranno accolti spettatori e stampa. Prenderanno parte alla regata le iscritte ai principali circoli romani e donne provenienti da diverse parti d’Italia, coordinate logisticamente dall’atleta Raffaello Leonardo, pluricampione azzurro di canottaggio. Il passaggio sul fiume delle partecipanti, con un colpo d’occhio rosa, “sarà un bel segnale di determinazione e impegno al femminile e di forte valore simbolico: il binomio donna-barca vuole esprimere la solidarietà e la forza di volontà delle donne, sull’acqua, per antonomasia simbolo della vita”, conclude la Fondazione.