Tumori e uso del cellulare, esperti: nessuna prova causa-effetto

"Il legame tra l'utilizzo del cellulare e l'insorgenza del tumore è possibile, ma non è probabile o certo"

Ha fatto scalpore ieri la sentenza del Tribunale di Ivrea che ha riconosciuto l’esistenza di un legame tra uso del cellulare e cancro. “In questo particolare caso – commenta Francesco Cognetti, direttore dell’Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma al Messaggero – l’uso del cellulare è stato associato a un tipo di tumore benigno, un neurinoma. Ad oggi, neanche per questo tipo di tumore benigno è stato trovato un legame con l’uso del cellulare“. “L’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato le radiofrequenze nel gruppo 2b, cioè come “possibili cancerogeni”. In questo stesso gruppo si trova la caffeina. Questo significa che il legame tra l’utilizzo del cellulare e l’insorgenza del cancro è possibile, ma non è probabile o certo. Proprio come per il caffè“.

Secondo Umberto Carbone, docente di Scienze tecniche e Mediche applicate per la prevenzione, della “Federico II” di Napoli, intervistato da Il Mattino, “è meglio evitare lunghe conversazioni e con orecchio avvicinato al terminale, preferendo invece il vivavoce e l’uso cuffie, oppure allontanare di qualche centimetro l’apparecchio dall’orecchio mentre si parla. I telefoni inoltre non dovrebbero essere collocati nella tasca della giacca o dei pantaloni ma nelle borse. Si tratta di prudenze generiche per evitare interferenze con l’orecchio, il cervello, la ghiandola mammaria e gli organi riproduttivi“. “Sono sconsigliate conversazioni prolungate e i finestrini chiusi. L’auto crea un’amplificazione dell’intensità di campo“. “Bastano 70 centimetri. Una distanza che per per questioni di vista o di postura non è quasi mai rispettata“.

Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), intervistato dal Corriere della Sera, ha spiegato che tra tumore e uso dei cellulari “oggi non abbiamo studi adeguati che sostengano il rapporto di cancerogenicità“. “Il rapporto tra scienza e giustizia deve essere conseguente e mai sostitutivo. Posizioni ideologiche al di là delle conoscenze producono sempre confusione e disinformazione“. Per difendersi dai tumori l’esperto consiglia di “smettere di fumare, e in quest’ambito non abbassare la guardia visto che adolescenti e donne non abbandonano il tabagismo. E vaccinarsi, per esempio contro il Papillomavirus e il virus dell’epatite B. Queste azioni fanno scendere il rischio di ammalarsi di cancro“.