Come preservare le funzioni cognitive durante l’invecchiamento e ridurre il rischio di disturbi neurodegenerativi? Basta consumare giornalmente mirtilli. Un’analisi della biologa – nutrizionista Marina Putzolu dello Studio Abr per l’AdnKronos Salute mette in luce tutti i benefici di questi frutti selvatici, che in questo periodo della stagione abbondano tra i cespugli del sottobosco e negli scaffali dei supermercati.
Ricco di potassio, calcio, vitamina C, vitamina A e fibre il mirtillo presenta delle caratteristiche molto importanti, dettate soprattutto dalla presenza di flavonoidi che manifestano una spiccata azione antiossidante, che si associa a un più lento declino cognitivo: “Quest’ultimo – spiega Putzolu – è in parte mediato sia da stimoli infiammatori che da stress ossidativo e tali fattori possono alterare il corretto funzionamento dei neuroni presenti nel cervello. Ciò potrebbe pertanto influire negativamente nel processo di memorizzazione. Inoltre i mirtilli possono agire positivamente sul flusso sanguigno cerebrale ed in tal modo garantire un benefico impatto per salute del nostro cervello“.
“Studi scientifici – aggiunge l’esperta – hanno dimostrato, inoltre, come l’assunzione regolare di alimenti contenenti polifenoli è associata a una riduzione di circa il 50% del rischio di demenza, con buona conservazione delle funzioni cerebrali e il ritardo dell’insorgenza del morbo di Alzheimer. Per quanto concerne la loro assunzione – conclude – consiglio di accompagnarli, di prima mattina, ad una sana colazione o in alternativa consumarli come spuntino pomeridiano insieme ad una manciata di frutta secca“. (AdnKronos)
Ecco come ridurre il rischio di disturbi neurodegenerativi, basta mangiare ogni giorno un delizioso piccolo frutto


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