Salute degli anziani: al via in Toscana la sperimentazione dei “gruppi di cammino”

A cura di AdnKronos

Camminare in gruppo per socializzare, migliorare la propria salute e muoversi più agevolmente in città. E’ questo l’obiettivo dei ‘gruppi di cammino’, una nuova esperienza che va ad arricchire il programma di ‘Attività fisica adattata’ (Afa) che la Regione Toscana conduce da oltre 10 anni, rivolto in particolare agli anziani, per promuovere un invecchiamento sano e attivo e ridurre i fattori di rischio. Grazie a una delibera dall’assessore al Diritto alla salute Stefania Saccardi approvata dalla Giunta, ‘Afa’ è stata rivista, perfezionata e potenziata introducendo elementi di novità e alcune sperimentazioni, come appunto i ‘gruppi di cammino’.
L’obiettivo della Regione, insieme all’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) Toscana, è quello di promuovere nelle comunità locali progetti di percorsi pedonali strutturati, così da offrire ai partecipanti riferimenti ‘standardizzati’ per autogestire in maniera efficace l’attività fisica. I percorsi, inseriti all’interno del tessuto urbano, sono caratterizzati da ‘stazioni’ di partenza, salita, discesa e arrivo, la cui distanza e i cui orari consentono ai singoli, o ai gruppi di persone, di salire su un ‘convoglio pedonale’ che si muove alla velocità idonea, e può essere efficace sulle condizioni di salute dei partecipanti.
La sperimentazione – precisa la Regione – prevede che ogni azienda sanitaria presenti tre progetti, che vedano il coinvolgimento di una Zona-distretto/Società della salute in accordo con almeno un Comune di riferimento. I progetti (che dovranno prevedere gruppi di cammino, passeggiate, visite guidate a piedi) dovranno essere presentati entro il 30 novembre 2017. La Regione sceglierà i progetti di tre Zone-distretto/Sds per ciascuna Asl (in totale 9 progetti), con un finanziamento complessivo di 180 mila euro (20 mila euro per ogni progetto). I progetti saranno attivati nel 2018.
Da oltre dieci anni la Regione investe per offrire agli anziani, che sono circa il 25% della popolazione toscana, metà dei quali colpiti da malattie croniche di lunga durata, strumenti mirati al mantenimento dello stato di salute e di benessere e, in caso di malattia, a garantirne la gestione più efficace – sottolinea il presidente Enrico Rossi – L’attività fisica adattata è uno di questi strumenti, che negli anni si è diffuso in maniera sempre più capillare tra i nostri anziani, con risultati molto positivi in termini di salute e di rallentamento delle patologie“.
L’attività fisica adattata ha dimostrato di essere molto efficace in termini di miglioramento della salute, fisica e psichica, delle persone coinvolte – aggiunge Saccardi – Per questo vogliamo non solo proseguire con l”Afa’, ma migliorare e potenziare il nostro modello, che peraltro ci è valso il riconoscimento di ‘Reference Site’ per l’invecchiamento attivo da parte della Commissione europea. Uno stile di vita attivo – ricorda – aiuta a migliorare lo stato di salute e riduce il ricorso ai servizi sanitari“.