Dialogo di talanoa 2018: ecco come un concetto culturale delle Fiji può preparare il mondo ad affrontare al meglio la sfida del cambiamento climatico

Le Fiji sono orgogliose di diffondere un loro concetto culturale e si impegnano a far comprendere la metodologia per la costruzione della fiducia, dell’empatia e del rispetto tra le parti, con la consapevolezza che ascoltare ha la stessa importanza del parlare

L’ambasciatrice Nazhat Shameem Khan ha appena lanciato il portale del dialogo di talanoa della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Durante una conferenza stampa, l’ambasciatrice ha illustrato le modalità con cui il governo delle Fiji – nella qualità di paese presidente delle negoziazioni sul clima delle Nazioni Unite fino al COP24, che si terrà in Polonia il prossimo dicembre – pensa di svolgere nel 2018 il dialogo talanoico, un elemento chiave per valutare i progressi sui piani climatici dei paesi secondo quanto previsto dall’Accordo di Parigi.

Le consultazioni sono cominciate a maggio dell’anno scorso. Quello che è subito emerso è che le parti volevano un dialogo costruttivo. Il dialogo di Talanoa mira a raccontare storie e ha una metodologia secondo cui il viaggio è importante tanto quanto la meta, perché il viaggio deve necessariamente costruire fiducia ed empatia, basandosi sul rispetto delle relazioni e del dialogo. Lo scopo del viaggio è raggiungere una posizione in cui si possa prendere una decisione per il bene comune.

Il dialogo vedrà la partnership tra i governi e gli attori non statali. Fornisce un vero e proprio spazio per avere un dialogo e una discussione costruttivi tra gli attori di tutto il mondo. L’intera discussione sarà costruita intorno a tre domande principali: dove siamo? Dove vogliamo andare? Come ci arriviamo?

cambiamento climaticoLa premessa per questo dialogo è la fiducia. Alle Fiji il senso del talanoa è quello di un confronto costruttivo, un modo di parlar chiaro mettendo tutto sul piatto senza giri di parole, che prepari a quei dialoghi facilitativi del prossimo COP nel quadro dell’Accordo di Parigi. Le Fiji sono orgogliose di diffondere un loro concetto culturale e si impegnano a far comprendere quella metodologia, che loro conoscono da sempre, per la costruzione della fiducia, dell’empatia e del rispetto tra le parti, con la consapevolezza che ascoltare ha la stessa importanza del parlare.

Nella fase di preparazione, che è già cominciata online, le parti potranno caricare le loro storie su una piattaforma. È importante che le delegazioni scelgano le giuste storie da raccontare per informare il dialogo, storie che abbiano un obiettivo, che forniscano informazioni valide, storie che possano anche includere la loro visione del futuro, ma parlando sempre di scienza, di clima, del pianeta. Si tratta del momento più importante, che potrebbe influenzare le conclusioni del COP 24. In questo quadro, anche il ruolo degli attori non statali è fondamentale. Le Fiji si aspettano da parte di tutti gli attori coinvolti informazione, dedizione, passione e ambizione, che dovranno cristallizzarsi nel COP 24. Solo in questo caso sentiranno di aver portato a termine con successo il dialogo, che è ciò di cui il mondo ha bisogno per far fronte al problema del cambiamento climatico.

A maggio ci sarà una sessione plenaria aperta, presieduta da due presidenze. Verranno formati 6 gruppi paralleli per ognuna delle tre domande al centro del dialogo e poi ci sarà un resoconto di tutte le discussioni prima del COP 24 di dicembre.

Tenendo conto della stretta partnership avuta con il Marocco per progettare il dialogo, le Fiji avvieranno una collaborazione con la Polonia per tutto l’anno per assicurare che il dialogo di talanoa crei ambizione e stabilisca un percorso di progresso nella lotta al cambiamento climatico.