Global Warming: lo scioglimento del permafrost sta rendendo più scuri i laghi artici e subartici portando gravi conseguenze

Ecco i risultati dello studio realizzato da un team internazionale di ricercatori sugli effetti dello scioglimento del permafrost sui laghi artici e subartici

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Mentre il ghiaccio si scioglie, il carbonio organico presente nel permafrost viene rilasciato nuovamente dopo secoli di isolamento nel terreno. Ora si sta facendo strada nei laghi e negli stagni della regione artica e subartica e sta modificando la loro composizione. Un team internazionale di ricercatori ha dimostrato che questo tipo di carbonio, in grado di assorbire la luce del sole, sta rendendo i bacini idrici sempre più scuri e stratificati, il che influisce su una serie di processi biologici in questi ecosistemi.

I suoli ghiacciati della tundra sono una delle più grandi “pozze” di carbonio organico del pianeta. Con il riscaldamento globale, lo scioglimento del permafrost si è accelerato, aumentando il rischio che una grande parte di questo carbonio venga rilasciata nell’atmosfera sotto forma di  gas serra. Tuttavia, finora sono stati realizzati pochi studi sugli effetti dello scioglimento del permafrost sugli stagni artici e subartici.

stagni articiUtilizzando misurazioni chimiche, biologiche, ottiche e isotopiche, i ricercatori di Québec, Danimarca, Finlandia e Svezia hanno analizzato centinaia di campioni di 14 regioni circumpolari dall’Alaska alla Russia. I campioni sono stati prelevati tra il 2002 e il 2016 da 253 pozze distribuite in base alla loro esposizione allo scioglimento del permafrost.

I ricercatori hanno chiaramente osservato che lo scioglimento del permafrost sta portando ad alte concentrazioni di materia organica dal suolo dei bacini. Gli autori dello studio affermano: “Il carbonio organico proveniente dalla terra sta avendo un’influenza crescente sugli stagni artici e subartici, che si ripercuote sulla catena alimentare. L’imbrunimento di questi sistemi porta alla perdita di ossigeno e ad acqua più fredda sul fondo degli stagni, che può avere un forte impatto sull’attività microbica responsabile della produzione e del consumo di gas serra, in particolare la produzione di metano, un potente gas serra”.