Astronomia: scoperto un nuovo oggetto extrasolare durante la caccia a “Planet 9”,...

Astronomia: scoperto un nuovo oggetto extrasolare durante la caccia a “Planet 9”, ecco di cosa si tratta

Scovato a circa 80 unità astronomiche dal Sole, è più piccolo di un pianeta nano. La sua orbita sembra essere influenzata dal misterioso "Planet 9"

TG387
TG387

E’ stata annunciata ieri, presso l’International Astronomical Union’s Minor Planet Center, la scoperta di un nuovo oggetto extrasolare, ottenuta grazie alle osservazioni di un team di astronomi del Carnegie Institution for Science. Il suo nome è 2015 TG387, ed è stato scovato a circa 80 unità astronomiche dal Sole – unità di misura definita come la distanza tra la Terra e il Sole.

Secondo il team, TG387 è più piccolo di un pianeta nano, con un diametro di circa 300 km. E’ stato osservato per la prima volta nell’ottobre 2015, ma gli astronomi hanno impiegato diversi anni prima di riuscire a rilevare la sua orbita. Si tratta – riporta Global Science – di uno dei pochi oggetti conosciuti a viaggiare così distante da non avvicinarsi mai abbastanza ai pianeti giganti del nostro Sistema Solare, come Nettuno e Giove. La sua orbita è molto allungata e il suo moto estremamente lento. La sua scoperta è stata fatta durante la caccia al misterioso inquilino del Sistema Solare, Planet 9, e secondo gli scienziati potrebbero esservi migliaia di altri piccoli oggetti come TG387 al di fuori del Sistema Solare. Ciò che rende la scoperta davvero interessante è che il misterioso Pianeta 9, sembra influenzare l’orbita di TG387 allo stesso modo in cui influenzerebbe quella di tutti gli altri pianeti estremamente distanti. Questo comportamento gravitazionale potrebbe spiegare perché gli oggetti più lontani nel nostro Sistema Solare hanno orbite simili, che impediscono loro di avvicinarsi troppo al pianeta proposto e aiutare gli astronomi a scoprire nuovi indizi sul Pianeta X.

Quanti più oggetti possiamo trovare, tanto meglio possiamo capire il Sistema Solare esterno e qualcosa in più sul possibile pianeta che pensiamo stia modellando le orbite di questi pianeti distanti,” commenta Scott Sheppard, autore dello studio. “Una scoperta che ridefinirebbe la nostra conoscenza dell’evoluzione del Sistema Solare“.

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