Astronomia, un enorme impatto spaziale potrebbe spiegare l’insolita inclinazione di Urano

Urano è un pianeta particolare, unico nel sistema solare, il solo a ruotare esponendo al sole uno dei suoi poli. Il pianeta, infatti, è inclinato di circa 90°, così come le sue 5 lune più grandi. Anche il suo campo magnetico è asimmetrico. È anche l’unico pianeta a non presentare una fuga di calore dal nucleo interno. Ha degli anelli, come Saturno, anche se meno luminosi. Gli esperti ora ritengono di aver scoperto il motivo della sua inclinazione: è stato capovolto dall’impatto di una roccia almeno il doppio delle dimensioni della Terra. Dettagliate simulazioni al computer mostrano che un’enorme roccia si sia schiantata sul 7° pianeta in successione dal sole, ha spiegato Jacob Kegerreis, ricercatore di astronomia della Durham University ad una conferenza sulla scienza spaziale e terrestre.

Le simulazioni al computer mostrano che la collisione e il rimodellamento di Urano, forse avvolgendo alcune o tutte le rocce che lo hanno colpito, siano avvenute nell’arco di poche ore, sostiene Kegerreis. Il ricercatore ha prodotto un’animazione che mostra il violento schianto e le sue conseguenze. È anche possibile che il grande oggetto che ha fatto capovolgere Urano si nasconda ancora nel sistema solare ma che sia troppo distante da noi per essere osservato, ha spiegato Jim Green, scienziato della NASA. Questo spiegherebbe alcune orbite del pianeta e concorderebbe con una teoria secondo cui un ipotetico pianeta X ruoti intorno al sole ben oltre Plutone, ha aggiunto.

urano nettuno
Urano e Nettuno Credits: Left: NASA/JPL-Caltech – Right: NASA

Secondo Green, l’idea migliore è quella di un singolo impatto. La collisione si è verificata 3-4 miliardi di anni fa, probabilmente prima che si formassero le lune più grandi di Urano. C’era invece un disco di materiale che si è aggregato per formare le lune e quando questo è successo, l’inclinazione di Urano ha agito come una forza di marea, spingendo le 5 lune più grandi alla stessa inclinazione, spiega Kegerreis. Secondo il ricercatore, questo avrebbe anche creato un involucro ghiacciato che blocca il calore interno di Urano (la sua superficie fa registrare -216°C).

Il ghiaccio è la chiave di Urano e del vicino Nettuno. Oltre un decennio fa, la NASA ha riclassificato i due pianti come “giganti ghiacciati”, non mettendoli più sullo stesso piano degli altri grandi pianeti del sistema solare, i giganti gassosi Giove e Saturno. Plutone, che è molto piccolo, molto più lontano dal sole e neanche più considerato un pianeta, è stato esplorato più di Urano e Nettuno. Questi ultimi sono stati oggetto solo di brevi sorvoli da parte di Voyager 2, la sonda spaziale che lo scorso mese è entrata nello spazio interstellare. Urano e Nettuno sono “senza dubbio i pianeti meno compresi”, ha spiegato Scott Sheppard, scienziato planetario della Carnegie Institution, ma tutto questo potrebbe cambiare. Una sonda robotica verso uno o entrambi i pianeti sarà probabilmente in cima o quasi alla lista dei desideri degli scienziati planetari. Urano deve il suo nome al dio greco del cielo.