Asteroidi come vulcani: la missione Psyche svelerà i misteri dei mondi metallici

La missione Psyche partirà dalla Terra nel 2022: la sonda prenderà velocità con un sorvolo di Marte e arriverà all’asteroide Psyche all’inizio del 2026

Una missione ambiziosa, verso “un mondo fatto di metallo”, aiuterà gli scienziati a comprendere meglio come si sono evoluti la Terra e altri pianeti rocciosi. La missione Psyche partirà dalla Terra nel 2022: la sonda prenderà velocità con un sorvolo di Marte e arriverà all’asteroide Psyche all’inizio del 2026. Le osservazioni dalla Terra suggeriscono che l’asteroide, che un’ampiezza di 200 km, sia costituito al 95% da metallo, proprio come il nucleo di un pianeta roccioso.

Psyche ha una storia unica: gli scienziati ritengono che l’oggetto sia il nucleo di un planetesimo, un piccolo corpo che avrebbe potuto aggregarsi con altri mondi di questo tipo per formare un pianeta. Mentre si formava, Psyche potrebbe aver impattato su altri corpi che hanno strappato via il suo mantello roccioso: tutto quello che rimane oggi è un piccolo nucleo metallico. Alcuni obiettivi scientifici della missione prevedono di capire se Psyche è un antico nucleo planetesimale, apprendendo l’età della sua superficie e la topografia.

La NASA intende verificare anche un’altra ipotesi, cioè quella secondo la quale gli asteroidi metallici potrebbero essere stati simili a vulcani, aggregati di metallo fuso che hanno continuato a eruttare lava finché non si sono raffreddati.
Una ricerca pubblicata su Geophysical Research Letters ha simulato l’evoluzione degli asteroidi metallici: a seguito delle collisioni che hanno lasciato esposto il nucleo fuso ricco di ferro, nel freddo dello spazio gli aggregati di metallo liquido avrebbero presto iniziato a raffreddarsi e solidificarsi. La simulazione indica che mentre il metallo si raffreddava e si solidificava, sulla superficie c’erano vulcani che eruttavano ferro liquido, fino a quando i corpi celesti non si sono raffreddati del tutto. Il processo potrebbe avere lasciato segni, come variazioni nel colore o nella composizione del materiale sulla superficie e strutture che potrebbero essere simili a bocche vulcaniche.