I bookmaker inglesi puntano su Greta Thunberg: l’attivista svedese 16enne, icona della lotta al cambiamento climatico, è la favorita come vincitrice del Premio Nobel per la Pace, che sarà annunciato al mondo il prossimo 11 ottobre. Ora, che sia come dice il Daily Mail, ovvero che Greta e il suo movimento abbiano fatto qualcosa di straordinario, potremmo anche farlo passare per vero, benché discutibile, ma la forzatura del collegamento tra cambiamento climatico e pace sembra un tantino eccessiva. O quanto meno presa molto alla larga.
Tra i papabili vincitori del Nobel per la Pace 2019 figurano anche il primo ministro dell’Etiopia Abiy Ahmed, il leader dei nativi brasiliani Raoni Metuktire e il primo ministro della Nuova Zelanda Jacinda Ardern (foto a destra). Questi sì, degni del riconoscimento in questione, se non altro per le azioni politiche che da sempre hanno intrapreso a favore di minoranze e gruppi etnici quasi sterminati.

Ma tant’è, Greta ‘tira’ di più e dunque perché non creare clamore? Nella lunga lista di candidati al nobel c’è anche Papa Francesco, che in caso di vittoria sarebbe il primo papa della storia a ricevere il premio. Sicuramente in tre anni e mezzo di pontificato, Bergoglio ha conquistato milioni di persone per via delle sue idee sui rifugiati, sulla povertà e sui cambiamenti climatici, ma è anche vero che, forse proprio per gli stessi motivi, è uno dei pontefici più odiati degli ultimi decenni. Lo scrittore Mario Vargas Llosa, poi, ha proposto persino la capitana Carola Rackete, ma per ora non figura tra i favoriti.
Una bella lotta, insomma. Peccato solo che quella più gettonata sia anche, evidentemente, quella che forse lo merita di meno. Se non altro perché a 16 anni, per quanto Greta possa essere il genio che (quasi) tutti dicono, devi ancora fare pace con te stesso, figuriamoci se puoi pacificare il mondo.


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