Un’indagine per tentato omicidio in relazione a un’associazione terroristica criminale è stata aperta dalla Procura di Parigi relativamente all’attacco all’arma bianca sferrato nella tarda mattinata di oggi nei pressi dei locali dell’ex rivista satirica Charlie Hebdo nell’XI arrondissement della capitale francese in cui sono rimaste ferite gravemente almeno due persone. Lo scrivono i media francesi. I dipartimenti coinvolti nelle indagini sono la Direzione regionale della polizia giudiziaria della Prefettura di polizia di Parigi (DRPJ) e la Direzione generale della sicurezza interna (DGSI), precisa Le Parisien. Due gli arresti effettuati finora. Uno dei responsabili è stato fermato subito dopo l’attacco nei pressi della Bastiglia e un secondo successivamente nei pressi della fermata della metropolitana Richard Lenoir. I due presentavano delle macchie di sangue. Secondo Le Monde la seconda persona arrestata ha origini indo-pachistane.
L’11 settembre le minacce di Al-Queda a Charlie Hebdo
Charlie Hebdo “pagherà il prezzo” di nuovo. E’ questa la minaccia che al-Qaeda ha lanciato l’11 settembre scorso attraverso una sua pubblicazione alla rivista satirica francese che a inizio mese aveva nuovamente pubblicato le vignette su Maometto alla vigilia del processo sulla strage che si è aperto il 2 settembre. Sono passati 14 giorni e da Parigi arriva la notizia di almeno due persone accoltellate vicino all’ex sede della rivista satirica, in circostanze ancora poco chiare. Come riportava Site, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste in rete, nel lanciare la sua minaccia al-Qaeda esaltava come “eroici i fratelli Kouchi”, autori della carneficina del 7 gennaio 2015 nella redazione di Charlie Hebdo a Parigi, in cui morirono 12 persone.
Le vittime sono fuori pericolo
“La vita delle vittime non è in pericolo“. Lo ha detto il primo ministro francese Jean Castex, giunto sul luogo. “Questo attacco è avvenuto in un luogo simbolico nello stesso momento in cui si svolge il processo per gli oltraggiosi attacchi contro Charlie Hebdo. Questa è un’opportunità per il governo di esprimere il suo attaccamento alla libertà di stampa, per affermare alla nazione la nostra piena mobilitazione“, ha aggiunto il premier. Un chiaro riferimento ai sanguinosi attacchi sferrati il 7 gennaio 2015 da un commando islamista contro la redazione del giornale e costati la vita a 12 persone, e il ferimento di altre 11, e al processo che è attualmente in corso a Parigi. Il premier che ha parlato alla stampa sul posto, ha espresso la sua “solidarietà alle famiglie delle vittime e ai colleghi di lavoro” dei due feriti. “I servizi di sicurezza e soccorso sono intervenuti molto rapidamente per svolgere il loro lavoro”, ha anche detto Castex.
Il presidente Emmanuel Macron ha fatto sapere subito dopo l’attacco che seguiva l’evoluzione degli eventi dall’Eliseo. In coincidenza del processo, che ha preso il via a Parigi il 9 settembre scorso, Charlie Hebdo ha ripubblicato le vignette del profeta Maometto che probabilmente fecero del giornale francese un bersaglio del terrorismo islamico.


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